Rosso Malpelo

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Analisi della novella di Verga (2 pagine formato doc)

Rosso Malpelo è un ragazzo che lavora in una cava di rena siciliana.
Il narratore non cita mai il suo vero nome, tutti sono abituati a chiamarlo Malpelo, “…  perché aveva i capelli rossi; ed aveva i capelli rossi perché era un ragazzo malizioso e cattivo, che prometteva di riuscire un fior di birbone". Persino la mamma "aveva quasi dimenticato il suo nome di battesimo”.
La dura  vita da lui condotta lo riduce ad essere “ …un brutto ceffo, torvo, ringhioso, e selvatico”, sua  madre lo trascura e sua  sorella si vergogna di lui. L’unico a dimostrargli un po’ d’affetto è il padre, morto a seguito di un crollo di rena nella stessa cava dove lavora Malpelo.
Il dolore causato dalla morte del padre, fa nascere, in Malpelo, un complesso sentimento di dolore, odio e insieme vendetta. 


Il duro lavoro segna le ore della sua giornata ma, nello stesso tempo, i suoi cattivi modi di relazionarsi con chiunque, persino con il suo povero asino, lo conducono a meritarsi in pieno l’appellativo con cui è ben identificato.
Un giorno arriva alla cava un ragazzino soprannominato Ranocchio costretto ad abbandonare il suo posto di manovale a seguito di una lussazione al femore.
I due lavorano assieme sottoterra; Malpelo sviluppa verso di lui un sentimento di odio e amore, arriva a maltrattarlo e a picchiarlo ma solo per insegnare al ragazzino le dure leggi della vita a cui, purtroppo, bisogna sottostare e verso le quali è necessario rispondere con determinazione e coraggio.
Un giorno Ranocchio muore a seguito dei maltrattamenti subiti da Malpelo e alla tisi di cui soffre.