I Canti di Giacomo Leopardi: cosa sono e struttura

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Riassunto sulla composizione, strutura, contenuti e stile dei Canti di Leopardi. Cosa sono i Canti di Giacomo Leopardi? (9 pagine formato doc)

I CANTI DI GIACOMO LEOPARDI: COSA SONO E STRUTTURA

I Canti.

Composizione, struttura, titolo, vicende editoriali. Il libro dei Canti di Leopardi conta quarantuno testi composti tra il 1816 e il 1837. Il grosso di questa produzione si concentra nel quinquennio iniziale (1818-1822), e negli ultimi otto anni (1828-1836). Nel quinquennio centrale (1823-1827) abbiamo due soli testi rilevanti (più due frammenti).
La prima edizione dei Canti, contenente ventitré testi, uscì a Firenze dall’editore Piatti nel 1831. Una seconda edizione fu stampata a Napoli dall’editore Starita nel 1835, primo volume di una progettata edizione di tutte le opere leopardiane (poi bloccata dalla censura dopo il secondo volume): i testi erano ora saliti a trentanove, avendovi l’autore incluso i nuovi canti composti a partire dal 1831 nonché alcuni frammenti e traduzioni precedenti.

I Canti di Giacomo Leopardi: riassunto


I CANTI DI LEOPARDI RIASSUNTO

Non vi furono altre edizioni, vivo Leopardi.

La terza (e definitiva) uscì postuma nel 1845 a Firenze presso l’editore Le Monnier a cura di Antonio Ranieri, fedele a una copia della seconda edizione corretta dall’autore e con l’aggiunta, prima del trentacinquesimo componimento della stampa napoletana, di due testi composti da Leopardi nel 1836 (La ginestra e Il tramonto della luna). È questa l’edizione che leggiamo anche oggi (cfr. per l’indice del volume e per un quadro riassuntivo la tabella La struttura dei Canti  e i tempi di composizione).  Prima di pensare al libro dei Canti, Leopardi pubblicò numerose stampe parziali dei testi via via composti, fra cui Canzoni nel 1824, contenente dieci testi, e Versi del 1826, contenente nove dei testi poi confluiti nei Canti e altri non più ripubblicati.

Canti di Leopardi: riassunto


STRUTTURA CANTI DI LEOPARDI

Le ragioni che hanno determinato la specifica distribuzione strutturale dei testi all’interno dei Canti non sono univoche o evidenti, benché alcuni criteri risultino facilmente desumibili. Leopardi, per esempio, non segue rigorosamente l’ordine cronologico di composizione; e tuttavia rispetta tale ordine cronologico in molti casi, e soprattutto, salvo eccezioni, dispone i testi secondo blocchi anche cronologicamente omogenei, procedendo dai più antichi ai più recenti. Non vi è neppure una suddivisione rigida per generi, benché anche questo criterio agisca spesso in modo coerente (soprattutto per il gruppo delle canzoni civili del 1818-22 e per gli idilli del 1819-21).
Si deve infine riconoscere, in sintesi, che la struttura dei Canti è il risultato di varie esigenze e intenzioni, non sempre coerentemente soddisfacibili. Il criterio cronologico (quello che più risponde all’esigenza di scrivere quella «storia di un’anima», cioè quell’autobiografia, cui Leopardi ha sempre aspirato) si intreccia con quello della suddivisione per generi e per temi. In ogni caso è legittimo valorizzare l’autonomia e la compiutezza di ciascun testo dei Canti; ma senza dimenticare del tutto la collocazione all’interno della struttura complessiva nella quale l’autore ha voluto collocare i vari componimenti.