L'evoluzione del teatro tra il 600 e il 700

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Tesina sulla storia dell'evoluzione del genere teatrale in Europa tra il seicento e il settecento (5 pagine formato pdf)

EVOLUZIONE DEL TEATRO TRA IL 600 E IL 700

L’evoluzione del genere teatrale fra '600 e '700.

Il teatro è sempre stato un importante luogo di ritrovo, e fra '600 e '700 era ben più di questo: ha influenzato fortemente la società del tempo e ne è stato a sua volta influenzato, tanto da subire, in quel periodo, molti cambiamenti. È a partire dal XVII secolo che il teatro acquista una forma abbastanza definita: infatti solo allora le rappresentazioni cominciano ad avvenire in spazi adeguati, espressamente concepiti per ospitarle, e ad essere messe in scena da compagnie di attori professionisti (di attori, cioè, che recitano per passione ma anche, e soprattutto, per ricavarne un guadagno).
Il genere tipico di questo secolo è il melodramma. Questo genere nasce, da una parte, dalla sempre maggiore importanza acquisita all'interno degli spettacoli dagli intermezzi (ovvero brevi azioni mimiche o ballettistiche) tra gli atti delle commedie, che si allungano fino a costituire una forma teatrale a sé; dall'altra parte, sorge dai tentativi di recupero della tragedia greca da parte di un gruppo di dotti fiorentini riuniti nella Camerata de' Bardi, recupero che porterà contributi decisivi a questioni riguardanti le conoscenze musicali.

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TEATRO DEL 600

Si può quindi definire il melodramma come un'opera in musica.

Esso è caratterizzato, soprattutto nella sua forma di intrattenimento cortigiano, da frequenti mutazioni di scena, da lusso, grandiosità, da soggetti di vita mondana e vicende dinastiche: insomma, più in generale, da tutto ciò che può suscitare nel pubblico meraviglia e ammirazione. Non si deve dimenticare che il '600 è, per eccellenza, il secolo del Barocco. I primi e più noti melodrammi sono Euridice (rappresentato per la prima volta a Firenze nel 1600) e Arianna (rappresentato per la prima volta a Mantova nel 1608). L'altro genere importante è una grande novità nel mondo del teatro: la commedia dell'arte. Più che un vero e proprio genere, essa è un complesso di fenomeni teatrali.

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BREVE STORIA DEL TEATRO

Il termine «arte», che è da intendere come «corporazione», introduce il primo aspetto nuovo rispetto al passato: i comici dell'Arte sono infatti professionisti organizzati in compagnie itineranti, società in cui essi si tutelano e si legano attraverso un contratto, per poi nominare un capocomico e distribuire i vari ruoli (come i vecchi, i servi, il dottore, gli innamorati, il capitano). Le compagnie più conosciute sono i Gelosi, gli Accesi, i Fedeli e i Confidenti.
Queste compagnie sono sempre alla ricerca di nuovi ingaggi, di nuovi luoghi in cui rappresentare (sia sotto la protezione di un signore sia in modo indipendente); il carattere itinerante incide profondamente sul modo di porsi e di recitare dei comici, sia perché le maschere devono adattarsi a pubblici diversi sia perché spesso gli spettatori non conoscono la lingua usata in scena (da qui l'abitudine di deformare o sottolineare tutti i gesti e le smorfie).

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STORIA DEL TEATRO ITALIANO

Oltre alla creazione di compagnie di professionisti e al carattere itinerante di queste, un altro aspetto da sottolineare parlando della Commedia dell'Arte è quello della messa in scena di commedie «all'improvviso»: gli attori improvvisano le loro parti sulla base di una traccia, recitano una parte non scritta ma codificata in una serie di situazioni, gesti ed espressioni sperimentati più volte sul palco. I testi stampati della Commedia dell'Arte non hanno dunque alcuna utilità pratica: non sono copioni, ma uno strumento di promozione e pubblicità, di nobilitazione del mestiere e delle origini plebee dello spettacolo, essendo essi redatti in seguito alla messa in scena.