Tesina sulle donne nel Satyricon

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Tesina sulle donne nel Satyricon e analisi del personaggio "Fortunata", una delle figure femminili di maggior spicco nell'opera di Petronio (11 pagine formato doc)

TESINA SULLE DONNE NEL SATYRICON

La donna nel Satyricon di Petronio.

Il mondo del Satyricon è carnevalesco, policromo, ruotante intorno a un centro motore priapeo; perciò per fenomeno ottico delle rapide combinazioni di colori, esso risulta nero, buio, una terra senza cielo e senza dio, anzi senza dei.
Uniche entità luminose ne sono il DENARO(o il potere che viene dalla ricchezza), il SESSO, la MORTE. Un dio vi è, onnipresente, ma è un “DIO INFERIORE”: Priapo, dio della fecondità e del sesso,che però qui è un dio adirato e vendicativo,il quale semina LUSSURIA,RISSE,PERVERSIONI,IMPOTENZA e veri e propri
SABBA PROPIZIATORI.
Di Petronio non sappiamo con certezza chi sia e quando esattamente sia vissuto:del romanzo ignoriamo l’inizio della
storia e la sua fine.

Petronio e il Satyricon: riassunto dettagliato


FORTUNATA SATYRICON

Lo spirito dello scrittore è vivo in ogni pagina e ci parla con la medesima attualità e freschezza con cui parlava ai contemporanei.
Senza volerlo veniamo attratti nella sfera di un vivere antico e passiamo, invisibili spettatori, su un palcoscenico di attori mediocri, forse un po’ volgari, ma pieni di energia e percepiamo le risate e la paura,le ambizioni e le aspirazioni di genti umili, i discorsi paludati dei retori,le discussioni sulla poesia e la grande arte, ma anche gli odori di cucina, i rumori delle strade, l’animazione di piazze crepuscolari, la sporcizia delle locande, lo squallore dei bordelli. Petronio ci guida fra i nuovi ricchi,i liberti di mezza tacca, gli schiavi specializzati e generici, le ancelle faccendiere, le vecchie malnate e le sacerdotesse di Priapo, le bambine ingenuamente corrotte, le signore che non conoscono che cosa sia pudicizia e divorano il piacere sessuale con fame antica.

Le donne abbandonate nella letteratura classica: appunti


FORTUNATA SATYRICON: ANALISI

E a questo punto che il testo cessa di essere qualcosa di monco ed enigmatico e il tutto si delinea chiaro alla mente. Ci viene incontro ora un intellettuale consapevole della crisi della sua epoca priva di ideologie forti, laiche e religiose, senza Giove  e senza Cristo. Poco importa se non riusciamo a scoprirne i dati anagrafici. Petronio è tutto nel suo libro. Nonostante la sua ritrosia e il pudore quasi verginale con cui ha tentato di mascherarsi e nascondersi, da quelle pagine emergono le sue radici ideologiche e letterarie, i suoi gusti, le sue simpatie, le ragioni dell’ironia, la sua implacabile neutralità rispetto alla materia. L’universo femminile del “romanzo” sotto questo profilo costituisce un osservatorio privilegiato. Le matrone in particolare e le sacerdotesse sono FEMINAE, per lo più agitate da sensualità selvaggia, affatto prive di senso morale,incapaci di sentimenti delicati o di emozioni, che non siano quelle provocate dalla
VOLUPTAS sensuale. Sembra quasi che le implicazioni affettive siano indegne della loro condizione sociale e di privilegio e siano rimaste appannaggio ormai soltanto delle classi emergenti, dell’umile Fortunata,l’unica nel romanzo ad atteggiarsi,nonostante il suo passato, ad UNIVIRA e MATER FAMILIAS.