Lo stile letterario di Giulio Cesare

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Dettagliata tesina sullo stile letterario di Giulio Cesare con particolarità sintattiche e confronto tra "De bello Gallico" e "De bello Civili" (3 pagine formato doc)

LO STILE LETTERARIO DI GIULIO CESARE

Lo stile letterario di Giulio Cesare.

La produzione letteraria di Caio Giulio Cesare iniziò molto presto: storici e scrittori come Svetonio e Tacito ricordano che in giovane età Cesare scrisse poesie d'amore ed alcuni poemetti, uno su Ercole e uno sulla tragedia di Edipo, in seguito scrisse anche il ben più rilavante trattato linguistico intitolato De analogia; tutte queste opere sono però andate perdute, così come purtroppo le celebri orazioni nelle quali Cesare eccelleva e per le quali era molto famoso nell'antichità, come riportano sia Cicerone che Tacito. Le sole opere di Cesare giunte fino a noi sono i due Commentari: il De bello Gallico, in sette libri, che sono sia opera storica che autobiografica, perché appunto descrivono il suo operato durante i sette anni di guerra in Gallia, e il De bello Civili, che narra della guerra civile contro Pompeo.
Cesare non fu il primo tra i latini a scrivere commentari, ma superò tutti quelli che lo avevano preceduto in questo genere difficilissimo e non ci fu nessuno dopo di lui che riuscì ad eguagliarlo.

Cesare: opere letterarie


CARATTERISTICHE STILISTICHE DI CESARE

Gli storici prima di lui, infatti, raccontavano ancora in annali la storia di Roma rifacendosi alle origini ed includendo nelle narrazioni le leggende; in nessuno di loro c'era la ricerca accurata e l'esame critico dei fatti. Lo scopo di Cesare era senza dubbio quello di narrare le sue imprese ed in un certo senso giustificare la sua condotta, ma egli non si lascia mai trasportare dalla passione e dall'orgoglio, rimane sempre obiettivo e fedele alla storicità degli avvenimenti da lui raccontati. Cesare non vede la storia come pura e semplice narrazione dei fatti, ma come una ricerca ed un esame di tutti quegli aspetti sociali, politici, economici, militari e geografici che accompagnano gli avvenimenti.

Giulio Cesare: vita e opere del condottiero romano


DE BELLO GALLICO, CESARE

Il primo libro del De bello Gallico, per esempio, si apre proprio con la descrizione geografica della Gallia e solo successivamente l'attenzione si sposta sulla vicenda militare che riguarda gli elvezi; inoltre gran parte del VI libro è dedicata ad un'ampia digressione sui costumi dei galli e dei germani, nella quale si scorge una velata critica da parte di Cesare verso queste popolazioni senza dubbio più primitive rispetto ai Romani, ma c'è anche una certa ammirazione da parte del condottiero per il coraggio di questi popoli e riguardo alle loro usanze così diverse da quelle romane. Si nota subito che lo stile è molto distaccato, Cesare parla sempre in terza persona, dal punto di vista sintattico l'esposizione è lineare ed oggettiva, anche riguardo al lessico Cesare usa sempre termini molto semplici e ricorrenti, a scapito della variatio, egli non si cura che di essere chiaro e quindi non è minuzioso e prolisso, bensì rapido e conciso. Riesce così a raccontare la conquista della Gallia e della Britannia senza annoiare il lettore perché il linguaggio è semplice ma la sua prosa non è arida, anzi è elegantissima, oggettiva senza essere disadorna.