Letteratura spagnola del 700

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Storia della letteratura spagnola del 700: riassunto (23 pagine formato doc)

LETTERATURA SPAGNOLA 700

La crisi spagnola del Settecento. Parabola della decadenza. Parlando del Settecento e di tutti i suoi significati non si può che cominciare a notare tutta una serie di eventi che nel loro insieme generale determinano le linee generali del secolo e della storia futura.
Il passaggio da Carlo II ( morto il primo novembre del 700 ) per il passaggio a Filippo V, consolidato solo dopo 15 anni con la pace di Utrecht, non significano solo il passaggio da Asburgo a Borbone, ma sono il segno di un cambiamento culturale, nel verso senso del termine.
Vediamo come i critici definiscano questo un momento di crisi, non come punto culminante però, ma come un passaggio da qualcosa che c’era prima verso un futuro ancora incerto: la Spagna era giunta sotto la dominazione austriaca ad un punto morto, distrutta dall’interno per via della cattiva amministrazione economico-burocratica.

Privata delle sue dominazioni ( Pesi bassi, Milano, Napoli, Sardegna e Sicilia ) però, riscopre il ruolo di Nazione tra le Nazioni all’interno dell’Europa.
Eppure non si riuscì a trasformare questa situazione a proprio vantaggio nonostante la politica cosìdetta “ilustrada” che aveva visto la strada per attuare la politica economica necessaria per la ripresa. Ma bensì di tutte quelle nuove crisi che andavano a mettersi in evidenza con il culminare nel fine secolo con la “Generazione del Novantotto”.

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Condizioni socio-economiche ne VXII secolo. La situazione al pari del resto d’Europa non era certo rosea: stremata da quasi due secoli di guerre, però, dobbiamo individuare le cause della decadenza molto prima, ancora alla morte di Filippo III ( 1621 ).
Il problema ormai appurato presente dal punto di vista economico e sociale, era palese agli occhi di tutti e molti riferimenti a questo decadimento istituzionale possono essere trovati nella letteratura creativa dell’epoca e addirittura in alcuni scritti ufficiali. Disordine civile, peste e fame erano ormai parole che facevano parte della vita quotidiana.
Sembra quasi un controsenso che in un tale periodo di regressione e stenti che possa maturare in modo così ricco la letteratura spagnola.
“Lìbrete Dios de la enfermedad que baja de Castilla y de ambre que sube del Andalucia” ( Guzmàn de Alfareche ) Anche Mateo Alemàn si riferirà agli anni precedenti come anni sterili in cui la miseria era padrona.
1629, 1650, 1690 : questi sono gli anni in cui il flagello della peste calerà sulla Catalogna, contagiando poi la Castiglia e infine scendendo paurosamente verso Sud.
Questi erano gli argomenti dei racconti picareschi, in cui la fame era la protagonista, dalla cui si generavano tutta una serie di fenomeni collegati a catena l’un l’altro.
La “despoblaciòn del reino” era ormai un dato di fatto, forse anche dovuta ad un calo dei Matrimoni e dall’eccedenza del Clero.

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Motivi e conseguenze della decadenza. Uno dei motivi dello spopolamento inoltre fu la cacciata dal territorio ancora nel 500 dei “judios” e “moros” ed in seguito dei “moriscos” ovvero dei convertiti dopo la cacciata dei primi. Così come la prima volta ci fu come conseguenza un decadimento del commercio e dell’industria manifatturiera, questa volta venne meno la mano d’opera dei grandi fondi che vennero adibiti al pascolo. Inoltre altro problema fu l’impoverimento delle casse statali con il diminuire delle importazioni di oro, sempre più caro e che quasi “passava” solamente sul territorio per finire da altre parti. L’aumento dei salari, fu solo indice dell’aumento generale del costo della vita, per la mancanza di mano d’opera e della carestia dei prodotti.
Sul mercato nazionale quindi si gettarono gli stranieri, tema altrettanto caro dalla critica seicentesca.

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LETTERATURA SPAGNOLA: AUTORI

La letteratura della crisi. Nonostante si avesse già un concetto chiaro della situazione spagnola, fu sono nel dopo la metà del 700 che questa penetrò nella coscuentza degli intellettuali sollecitandone la sensibilità anche a livelli più vasti della cultura.
Con la diffusione delle idee illumnistiche si diffuse anche un certo gusto per l’analisi politica, che non sempre fu fine a se stesso , ma che attraverso la ricerca degli “errori” portava alla promulgazione di riforme ed alla loro attuazione.
Tali fervori però sarebbero rimasti tali se non grazie ad un sovrano illuminato come Carlo III e dei suoi uomini di governo aperti ed efficaci. ( in ogni caso ci volle tutto il suo tempo per riuscire ad arrivare ad u8na ripresa sensibile )
Come precursione dell’Ottocento però, cominciò a serpeggiare tra la popolazione tutta quella serie di temi sociali che si svilupparono come in Francia sulla critica alla Monarchia, al Clero e di conseguenza anche all’aristocrazia ormai inproduttiva.

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