Eugenio Montale e Il male di vivere: tesina

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Tesina su Eugenio Montale sullo sfondo dell'ascesa fascista e "Il male di vivere" (34 pagine formato doc)

EUGENIO MONTALE E IL MALE DI VIVERE: TESINA

Eugenio Montale sullo sfondo dell'ascesa fascista.

Il male di vivere. Il male di vivere all'aba del 900.  Il periodo compreso tra l’ultimo decennio dell’800 e gli anni precedenti la prima guerra mondiale, è caratterizzato da una violenta reazione al Positivismo: questo aveva celebrato la fede nella scienza, nel progresso sociale, nella pacifica collaborazione fra i popoli, ma la realtà, fatta di guerre, imperialismi, lotte di classe, era ben diversa da quanto si era sperato. Tale situazione determina nuovi atteggiamenti spirituali: subentra la disillusione, l’angoscia, la sensazione del vuoto e del nulla; in arte si reagisce con la rottura dei moduli naturalistici.
Distrutti i vecchi schemi della cultura positivistica, immerso in un mondo sfiduciato nelle prospettive della scienza e della vita politica e sociale, posto di fronte all’ascesa vertiginosa della borghesia capitalistica che impone un modello di società tutto basato sulla logica del capitale e del profitto come unici valori, l’uomo di cultura del primo ‘900 vive una profonda crisi d’identità, avverte chiaramente la fine di un’epoca e l’avvento della nuova e prende coscienza della perdita del suo tradizionale ruolo sociale che era quello di “vate”.

Eugenio Montale e Il male di viere: tesina di maturità

IL MALE DI VIVERE: TESINA

Egli generalmente, al contrario di quanto avveniva nel secolo precedente, proviene dal ceto medio borghese, una classe sociale che vede compiere il suo declassamento schiacciata com’è tra la forza indiscussa della grande borghesia finanziario-industriale e le emergenti forze del proletariato.

Emarginata da questi due colossali protagonisti, la piccola e media borghesia, e con essa l’intellettuale, si sente frustrata, indebolita, disorientata ed incapace di farsi classe egemone come aspira, si vede ridotta a classe subalterna e strumentale. Nasce da ciò una situazione di disagio, di noia esistenziale, di malcontento, di provocazione. Lo scrittore avverte con angoscia che sta per compiersi la frattura definitiva, iniziata nell’Ottocento, tra io e mondo, tra artista e realtà e si sente “spersonalizzato”, “disumanizzato”.

Eugenio Montale: poetica e pensiero

IL MALE DI VIVERE COS'E'

La risposta degli uomini di cultura alla profonda crisi esistenziale, morale e culturale che investe la coscienza dell’uomo agli albori del Novecento e alla crisi che travolge l’intellettuale tradizionale, approda a soluzioni diverse e spesso contraddittorie. Questa nuova situazione culturale e le profonde lacerazioni spirituali sfoceranno presto in quelli che saranno i due eventi storici più importanti e cruenti della storia umana: il primo ed il secondo conflitto mondiale. L’avvento, lo sviluppo e la caduta del fascismo di metà secolo, ne sono il simbolo.
Alcuni scrittori si impegnano in una inquieta e tormentosa analisi della “malattia” dell’uomo moderno nella civiltà industriale e borghese, che essi condannano in maniera corrosiva e impietosa. Nelle loro opere questi scrittori parlano di “malattia”, di “eroe in tensione”, di “inettitudine”, di “universo labirintico”; e ancora di “uomo senza qualità”, di “uomo spersonato nel male del tempo”, di “male di vivere”.