Il barocco in Italia e in Europa

Appunto inviato da 10stellina10
/5

Il barocco: relazione sulla letteratura seicentesca sia in Italia che in Europa, compreso il teatro e la Trattatistica (24 pagine formato doc)

BAROCCO IN ITALIA E IN EUROPA

Barocco in Italia e in Europa.

Status dell'intellettuale. A partire dal periodo della Controriforma, è sempre più rara la figura del letterato che riesce a vivere del proprio lavoro: messi in difficoltà dall’onnipresente censura della Chiesa, gli scrittori devono mettersi al servizio del potere civile (la corte) o ecclesiastico (la chiesa).
Ma sia la carriera ecclesiastica sia la sistemazione presso una corte sono problematiche: la Chiesa ha bisogno di propagandisti, di teologi, di predicatori; le corti di diplomatici, di giuristi, di uomini d’arme.

E’perciò sempre più difficile che un intellettuale ottenga posti di prestigio per soli meriti letterari, con la conseguenza che, a partire dagli ultimi decenni del ‘500, il numero dei letterati “indipendenti” si riduce: al loro interno cresce la presenza dei nobili, e tra i nobili sono in aumento gli appartenenti al clero.

Il seicento in Italia: riassunto

BAROCCO LETTERATURA

Quest’ultimo dato è particolarmente significativo se si tiene conto che un intellettuale non può più scegliere lo stato ecclesiastico per soli motivi di convenienza, contando sul fatto di mantenere intatta la sua libertà di ricerca e di studio.
Ora la Chiesa forma i suoi chierici direttamente, li sottopone a un controllo inflessibile, li irreggimenta nel quadro di una politica culturale finalizzata a difendere l’ortodossia e imporre i valori morali e religiosi della Controriforma. L’ordine religioso che meglio rappresenta questa subordinazione del lavoro intellettuale alle finalità della Chiesa è la Compagnia di Gesù. I collegi dei gesuiti, diffusi in tutto il mondo cattolico, diventano ben presto la scuola prediletta dall’aristocrazia e dai borghesi in cerca di promozione sociale, e i membri dell’Ordine, grazie al loro qualificato impegno pedagogico, hanno accesso agli ambienti del potere come precettori di principi e confessori di sovrani. I gesuiti sono gli intellettuali più preparati di cui dispone la Chiesa della Controriforma, attivi in ogni campo della cultura (letteratura, politica, scienza…), in più sono fedeli custodi dell’ortodossia e abilissimi nel ricondurre i risultati più avanzati del pensiero laico all’interno della cultura ecclesiastica.

BAROCCO CARATTERISTICHE

Ma anche nelle corti la condizione dell’intellettuale non è migliore né più gratificante. Se è vero che la corte è ancora l’unico ambiente in cui un letterato può trovare sicurezza economica e protezione, è anche vero che tra ‘500 e ‘600 essa si va trasformando da luogo di promozione della cultura in angusto centro di vita politica e amministrativa, in cui l’attività letteraria sta perdendo sempre più molto del suo prestigio.
Perciò non sono in grado di accogliere tutti gli intellettuali che vi vorrebbero entrare, e in più offrono ai pochi che riescono ad esservi ammessi una posizione dequalificata: alla figura del “perfetto cortigiano” che nella corte umanistico-rinascimentale realizzava pienamente le sue aspirazioni culturali e trattava alla pari col principe, si sostituisce ora quella del “segretario”, specializzato nel compilare lettere e nell’eseguire ordini. Così la corte diventa luogo di inevitabili frustrazioni, dominato da un clima di servilismo, competizione e dissimulazione, tipico dell’epoca. A questa situazione gli scrittori reagiscono in vari modi: per esempio Marino, approdato alla corte di Luigi XIII, dice di se stesso “ Io servo, ma non mi posso vergognare della mia servitù, poiché servo ad uno dei primi re del mondo”.

IL BAROCCO IN ITALIA E IN EUROPA: GENERI LETTERARI

Secondo i poeti e i teorici barocchi che rifiutano la concezione pedagogica dell’arte dominante nel passato, quello della “meraviglia” è il fine principale della poesia. E’ lo stesso Marino, massimo esponente del barocco italiano, ad affermare che  il fin dell’arte è meraviglia.
Il fine della meraviglia il poeta lo raggiunge grazie alla facoltà dell’ingegno o acutezza (= capacità di istituire relazioni sorprendenti tra elementi del reale lontani tra loro) e per il mezzo concreto del concettismo, cioè espressioni argute, metafore artificiose e audaci, sperimentalismo linguistico.
La “poetica della meraviglia” consiste:
·    nel timore d'incorrere nelle condanne dell'Inquisizione con una poesia impegnata
·    nel ritenere che la poesia non abbia altro fine che il diletto
·    nell'evitare qualunque riproduzione diretta della natura (considerata la maggior nemica dell'arte)
·    nell'usare lo strumento della metafora fino all'eccesso (es. posta una metafora di fondo, rosa-regina dei fiori, attribuire alla rosa tutte le qualità proprie di una regina).