Ambiente naturale nella storia e nella letteratura

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Ambiente naturale nella storia e nella letteratura classica (Ariosto, Omero, Dante e Virgilio) e definizione di ambiente naturale (10 pagine formato pdf)

AMBIENTE NATURALE NELLA STORIA E NELLA LETTERATURA

La concezione dell'ambiente naturale nella storia.


L'ambiente naturale è stato rappresentato , fin dai tempi più antichi, in modo duplice; le sue raffigurazioni sono il locus amoenus, luogo piacevole e accogliente, sede di gioie e piaceri, e il locus horridus, territorio spaventoso e pieno di insidie. La prima testimonianza di locus amoenus, il giardino, simbolo per eccellenza della natura domata e addomesticata, è contenuta nella Bibbia; esso è presentato come hortus conclusus, ambiente delimitato nel quale l’uomo è salvaguardato e protetto dai pericoli.
In seguito, il filosofo greco Aristotele (384-322 a. C.) immaginò che la natura fosse sottoposta a regole gerarchiche: gli esseri viventi erano organizzati in una sorta di “scala”, nella quale gli organismi più semplici cedevano il passo alle forme più complesse e avanzate, fino a giungere al gradino più alto, dove si trovava l’uomo, signore di tutti gli esseri viventi e non viventi.
Quest’idea rimase per lungo tempo nel pensiero del mondo occidentale, e come avviene ancora oggi venne adottata da numerose civiltà.

Tema sull'ambiente

AMBIENTE SIGNIFICATO

Nel Medioevo, l’osservazione della natura era considerata un’attività fortemente educativa, in grado di fornire ottimi esempi per la comprensione delle regole della vita. Essa era inoltre strettamente legata alla religione; ogni creatura di Dio era una traccia utile ad indicare la strada verso la salvezza.
Il Rinascimento fu un’epoca di grandi cambiamenti, grazie al rapido, sorprendente sviluppo dovuto alle scoperte geografiche. Continuarono comunque a formarsi numerose ipotesi riguardanti le relazioni tra microcosmo e macrocosmo. Con René Descartes (1596-1650) prese piede il meccanicismo che tendeva ad eliminare dalle spiegazioni scientifiche le interpretazioni concernenti l’anima e quelle finalistiche o qualitative, basandosi esclusivamente sulle leggi del movimento e della materia. Questo innovativa concezione fu il motore, soprattutto nelle scienze fisiche e naturali, di scoperte di grande valore.

Tema sul rapporto uomo-ambiente

COS'E' L'AMBIENTE: IL PENSIERO DI CARTESIO

Tuttavia, non mancarono le critiche al pensiero di Cartesio di numerosi scienziati e filosofi contemporanei, tra i quali Newton, Hooke, Boyle e More: quest’ultimo diffuse il concetto di spirito f the world, secondo cui lo spirito, agente intangibile della volontà di Dio, pervade ogni cosa condizionando le scelte dell’uomo e influenzando gli eventi della storia. Nonostante le forti critiche di Cassirer, che definì More come un filosofo che voleva ripristinare una visione medievale della conoscenza, l’autore venne più tardi rivalutato e ritenuto precursore di scienziati quali Vernadskij e Lovelock. Nel 1691 John Ray, pioniere della tassonomia sistematica delle specie, pubblicò il trattato The wisdom of God manifested in the Works of Creation, influenzando profondamente il pensiero di Paley e dello svedese Linneo, che già negli anni ’30 del Settecento iniziò a delineare il suo metodo di classificazione delle specie.