Esperienza di educatore: mansioni svolte

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Tesina sull'esperienza di educatore di un gruppo di giovani all'interno di una comunità: mansioni svolte e responsabilità (19 pagine formato pps)

ESPERIENZA DI EDUCATORE: MANSIONI SVOLTE

Essere educatori: compiere un servizio che fa crescere.
Indice:
Argomenti:
Diapositiva 1 – l’esperienza educativa-
Diapositiva 5 – essere educatori-
Diapositiva 8 – sulle tracce dei giovani-
Diapositiva 10 – la mia esperienza personale-
Approfondimenti:
Diapositive dalla 14 alla 19 – AC (Azone Cattolica)-
Diapositive 11 e 12 – Gruppo SLAM-
Diapositive 13 – EQUIPE SLAM-

L'educatore professionale, cosa fa

MANSIONI EDUCATORE PROFESSIONALE

L’esperienza educativa
Ciascuno si trova ad essere educatore a partire da innumerevoli e diversissime situazioni, circostanze, emergenze …
Potrebbe essere interessante raccoglierne alcune.

- Perché sono diventato educatore?
 Perché si diventa educatore?
Cercando di leggere in una prospettiva di fede anche questo breve capitolo di storia personale di ciascuno, si vede che con l’impegno “educativo” si partecipa ad un compito ecclesiale: quello della trasmissione della fede.
L’ azione educativa  può essere interpretata come una restituzione di doni che
si sono ricevuti. Nell’ educazione alla fede ci si impegna a trasmettere qualcosa che non è “inventato”  dall’ educatore, ma è custodito dalla Chiesa.
A monte di tutto ciò , c’è una chiamata che ha bisogno di una scelta di servizio con generosità e  disponibilità, ma è anche una opportunità di crescita, operando e inserendosi in specifico in un associazione con queste finalità quale è  AC (l’azione cattolica),  un’ esperienza di accompagnamento e condivisione con altre persone: i ragazzi.

L'educatore imperfetto di Sergio Tramma: riassunto

RUOLO DELL'EDUCATORE PROFESSIONALE

È una esperienza che cambia la vita, non solo perché la complica attraverso un’“agenda” fitta di impegni e di riunioni, insomma di ‘cose da fare ’, ma la cambia perché coincide con un nuovo modo di rapportarsi con la natura ‘educativa ’, cioè quello di diventare progressivamente compagni di strada di altri fratelli, nel cammino di maturazione umana e cristiana.
Ciò comporta non solo di donare un po’ del proprio tempo, ma soprattutto farsi carico delle domande più profonde dei ragazzi, assumendole in prima persona e scommettendo insieme a loro all’ interno di una relazione educativa. L’ educatore è chiamato a vivere il servizio educativo “non come un impegno fra tanti”, ma come un’ esperienza  che coinvolge in maniera forte la propria vita, come risposta a una chiamata a servizio della crescita dei propri fratelli; soprattutto oggi sono necessarie persone che scelgono di dedicare un tempo prolungato della loro vita all’educazione di nuove generazioni o degli adulti, con una scelta specifica, per la quale mettere a disposizione tempo ed energie anche per acquisire competenze sempre più qualificate.
Il punto più importante è il  significato della parola ‘educare’ : cioè formare, accompagnare, istituire, animare … tutte le dimensioni che appartengono all’ azione educativa. Ma per noi educatori cristiani, il compito educativo può e deve essere riassunto nell’ impegno a vivere e a comunicare un modo, bello ma vero, di essere cristiani, quindi testimone del Vangelo, quindi persone che sanno amare senza riserve il proprio prossimo, a partire da chi ci viene ‘ affidato ’ nella direzione di un’ esperienza di vita: il gruppo dei ragazzi.
Ciò comporta il compito, di importanza fondamentale, del coltivare un rapporto  personale con i ragazzi, insieme al rapporto con il gruppo, cioè all’ insieme delle relazioni che in esso si istaurano e che i ragazzi stessi stabiliscono fra loro.Significa costruire il proprio stile educativo nella capacità di ascolto, nella disponibilità ad aprirsi a condividere, nella loro pro-positività del programmare la vita di un gruppo come esperienza, piuttosto che come ‘ attività ’.