Europa: plurilinguismo o tutela delle singole identità linguistiche?

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Elaborato sulla politica dell'Unione Europea in tema di lingue straniere (2 pagine formato doc)

Europa: Plurilinguismo o tutela delle singole identità linguistiche?

Avvicinandosi alla politica dell'Unione Europea, in materia di lingue straniere, si incontrano 2 termini simili:

Multilinguismo: cioè coesistenza di diverse comunità linguistiche in una stessa zona geografica; capacità di una persona di utilizzare più lingue;

Plurilinguismo: termine introdotto nel febbraio 2002 con la pubblicazione del Quadro Comune Europeo di riferimento per le lingue;

La politica del multilinguismo era finalizzata all'apprendimento delle lingue che desse un vantaggio economico, in termini di mobilità, ai cittadini europei.

Nel 2002 venne pubblicato il Quadro Comune Europeo di Riferimento, risultato di un lungo processo iniziato già negli anni 70.
Esso spiega ciò che un apprendente deve sapere per poter usare, nella comunicazione, una lingua straniera e definisce i livelli di competenza che permettono di misurare i progressi dell'apprendente.
Ma soprattutto esso introduce il termine Plurilinguismo che ha ampliato quello di multilinguismo, intendendo porre l'attenzione sulla lingua come strumento di integrazione tra più culture.

Il plurilinguismo è quindi, oggi, uno dei principi fondamentali della politica dell'U.E. Appena un paese entra a far parte dell'Unione, infatti, la sua lingua diviene lingua ufficiale insieme a quelle di tutti gli altri paesi.. Ciò avviene per consentire che tutti i cittadini abbiano libero accesso alla legislazione europea. In realtà però questo non avviene ma si avvantaggia l'uso della sola lingua inglese. Secondo stime recenti l'inglese è la prima lingua straniera che si impara, seguita da tedesco e francese.