Tesina maturità sulla luna

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Tesina di maturità sulla luna per il liceo scientifico, che tratta le seguenti materie: italiano, storia, letteratura straniera, latino, fisica, geografia astronomica e francese (18 pagine formato doc)

TESINA MATURITA' SULLA LUNA

Tesina multidisciplinare: La luna
Indice
Letteratura italiana: Giacomo Leopardi con Canto notturno di un pastore errante dell’Asia; Luigi Pirandello con Ciaula scopre la luna.


Storia: L’uomo sulla luna
Letteratura straniera: Jules Verne, con Dalla Terra alla Luna.
Latino: Plutarco con Il volto della luna.
Fisica: Newton e la gravità.
Geografia astronomica: La luna.
Francese: Charles Baudelaire con Tristezze della luna.

Tesina sulla luna per la maturità


TESINA SULLA LUNA: INTRODUZIONE

•    Italiano: Giacomo Leopardi con Canto notturno di un pastore errante dell’Asia.

Il canto fu composto a Recanati fra il 22 Ottobre e il 2 Aprile del 1830. L’idea del canto fu suggerita al poeta dalla letteratura di un passo di un articolo riportato sul “Journal des Souvants”, e tradotto nello Zibaldone il 3 ottobre del 1828. Tra le altre cose si legge che “alcuni pastori nomadi dell’Asia Centrale sono soliti trascorrere le notti all’aperto e seduti su una pietra rivolgono delle parole malinconiche alla Luna”. L’articolo era firmato dal barone di Meyendorf, che nel 1820 aveva fatto un viaggio da Orenbourg a Bakara. Ma questa lettura doveva essere soltanto l’idea occasionale per la composizione del canto, perché la notizia già di per sé suggerita, dei pastori che intonano spontaneamente canti malinconici alla luna, veniva a coincidere con convinzioni più profonde ormai radicate nell’anima di Leopardi. Infatti, già qualche anno prima il poeta aveva fatto proprie le concezioni estetiche di Gian Battista Vico, secondo le quali la poesia lirica è nata quando i popoli erano ancora fanciulli e non appesantiti dalla cultura sofisticata dalla civiltà.

La luna: tesina multidisciplinare


LA LUNA NELLA LETTERATURA ITALIANA

Il canto, composto di sei strofe di varia lunghezza, presenta una disposizione metrica di endecasillabi e di settenari. Ciascuna strofa si conclude con una parola che termina in “ale” e che fa rima con uno dei versi precedenti. Il linguaggio, a differenza che in altri canti, è quasi spoglio, sobrio, a volte sembra essere anche modesto, a causa di una forte impronta polemica.
Prima strofa: Il poeta affascinato, dalla lettura del brano di Meyendorf e dalle concezioni di Vico che assegnavano alla poesia lirica l’origine tra i popoli primitivi, affida ora a un pastore il compito di esporre le proprie concezioni sulla vita. Come mai affida a un rozzo e incolto pastore un compito così difficile e gravoso? Perché il pastore esemplifica mirabilmente le sue concezioni ed è, inoltre, estraneo alla complessa epopea della ragioni. Egli, è dunque un’anima semplice che pone delle domande altrettanto semplici e spontanee alla luna, essere irrazionale. Si tratta di un dialogo tale solo all’apparenza, perché nella sostanza è un monologo. Pertanto il pastore, che può fare solamente domande, non è in grado di esporre alcuna risposta, perché a lui sfuggono le ragioni ultime intorno all’esistenza.