La contestazione degli anni 60-70: tesina di maturità

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Tesina multidisciplinare per la maturità sul tema della contestazione giovanile degli anni 60-70, che collega le seguenti materie: storia, italiano e filosofia (21 pagine formato doc)

LA CONTESTAZIONE DEGLI ANNI 60-70: TESINA DI MATURITA'

Tesina multidisciplinare.

La contestazione degli anni 60’-70’.
Indice:
Introduzione
Storia: Le origini della rivolta giovanile
Il sessantotto
Letteratura: Echi e risonanze della contestazione nei campi delle arti figurative, della letteratura, della musica e nella morale di ogni persona.
Pier Paolo Pasolini
Paolo Volponi
Filosofia: Theodor W. Adorno e Marcuse

Tesina di maturità sul disagio giovanile negli anni '60

CONTESTAZIONE GIOVANILE: TESINA

Introduzione.

A partire dagli anni ‘60-’70, la cultura è stata fortemente influenzata da caratteri di costume che hanno determinato numerose svolte nei vari settori: dal letterario al musicale, dal figurativo al teatrale, questi mutamenti derivano dal ribaltamento del modo di vedere le cose e quindi anche da un nuovo stile di vita. Alla base di questi fenomeni possiamo individuare una tendenza generale: LA CONTESTAZIONE.         
La cultura della contestazione ha interessato soprattutto il mondo giovanile, manifestandosi sia in America che in Europa con atteggiamenti ribellistici, provocatori, anticonformisti e trasgressivi. All’origine della rabbia giovanile stava la contestazione del sistema capitalistico borghese, l’ansia per un futuro su cui pesava il pericolo di una guerra atomica ed il violento scontro generazionale. I giovani rifiutavano la propria società, accusata di appiattire l’uomo, dequalificare l’intellettuale e mercificare tutto, anche l’arte ed il pensiero.

Tesina multidisciplinare sugli anni '60

CONTESTAZIONE GIOVANILE DEL 68 IN ITALIA

LA STORIA
LE ORIGINI DELLA RIVOLTA GIOVANILE
Il movimento giovanile degli anni sessanta segnò la maturazione culturale e politica di una nuova generazione, che intendeva opporsi al sistema istituzionale postbellico. Nato nelle università statunitensi, particolarmente sensibile ad un rinnovamento dell’istruzione e dei processi di selezione, il movimento assunse anche i caratteri di una lotta per l’eguaglianza tra bianchi e neri, contro ogni forma di discriminazione razziale. La crisi che attraversò questi anni fu il risultato di un lungo periodo segnato da squilibri in campo politico, economico e sociale. Inoltre molto contraddittoria fu la politica statunitense che da un lato, ha combattuto in difesa della democrazia contro le barbarie naziste, infatti, era considerata da molti il simbolo della libertà e della giustizia, dall’altro vive sotto l’incubo della guerra fredda, costantemente minacciata dal rischio di un conflitto nucleare. La guerra in Vietnam rappresentava proprio questo carattere ipocrita della politica Usa.

Tema svolto sul disagio giovanile

CONTESTAZIONE: SIGNIFICATO

Le interne contraddizioni della politica statunitense
Gli anni del dopoguerra furono caratterizzati negli Usa, da una crescita quasi ininterrotta e da un irrigidimento politico nei confronti delle organizzazioni sindacali e di qualsiasi forma di dissenso politico e culturale. A partire dalla seconda metà degli anni ’50, il clima di relativa pace sociale andò degenerando, in seguito all’emergere di movimenti di protesta autonomi rispetto alle forze sindacali e politiche: i movimenti etnici ed il movimento giovanile.
Immediatamente dopo il conflitto, l’America conobbe un notevolissimo aumento dei redditi privati che favorirono una grande espansione dei consumi in particolare nel settore dei beni durevoli, contribuendo in modo decisivo alla crescita del decennio successivo. Gli anni della guerra avevano prodotto anche altri fenomeni significativi, destinati ad influenzare a lungo la società americana, innanzi tutto la ridistribuzione della popolazione determinata dal deflusso dei bianchi dalle zone centrali delle grandi città ed una forte ripresa d’emigrazione nera dal Sud verso le aree urbane, seguita, dopo la guerra, da un forte flusso d’immigranti di colore dai Carabi e dal Messico.
Le tensioni tra le razze si manifestarono a più riprese, i conflitti razziali scoppiati nella città di Detroit (1943) furono le prime avvisaglie della tendenza allo scontro razziale che avrebbe attraversato tutto il dopoguerra.
Il dopoguerra registrò anche alcune importanti correzioni di rotta, destinate a chiudere quelle “eccessive aperture a sinistra”, limitando l’azione e lo sviluppo delle organizzazioni dei lavoratori con una legge del 1947, che più che restringere l’attività dei sindacati, contribuiva a creare, nell’economia americana, una rigida frattura nel paese.