Dopo la morte: tesina di maturità

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Percorso multidisciplinare per la maturità, "Dopo la morte", su uno dei temi piu' complessi, passando attraverso la poesia cimiteriale, Foscolo, Grazy, i lagher nazisti, Nietzsche e Hegel, le stelle e il big Bang (8 pagine formato doc)

TESINA SULLA MORTE, INTRODUZIONE

Dopo la morte..

"Non riceviamo una vita breve, ma tale la rendiamo: e non siamo poveri quanto alla vita, ma la sprechiamo con prodigalità" (De Brevitate Vitae)
Questa frase fu scritta da uno dei più grandi scrittori Latini, Lucio Anneo Seneca (4a. C. -65d. C. ). Seneca figlio di ricca famiglia, colto e ottimo parlatore, fu l'educatore di Nerone e in tal veste poté esercitare grande influenza sulla politica di Roma. Seneca si era prefisso un compito, quello di trasmettere a Nerone le sue virtù per farne un modello di stoica saggezza.
Ma ben presto capì che Nerone si era incamminato sulla via dell' assolutismo monarchico, quindi nel 62d. C. abbandona la vita politica. Seneca in quegli anni era deluso, poiché tutti gli obiettivi per i quali si era battuto erano stati sconfitti dalla realtà dei fatti e si sentiva vicino alla morte. Il problema del tempo e quello della morte erano stati sempre presenti alla sua sensibilità.

Tesina di maturità sulla morte


TESINA SULLA MORTE: LICEO CLASSICO

Aveva scritto che gli uomini perdono il loro tempo in cose vane e si accorgono di quanto il tempo sia prezioso solo quando si vedono la morte sul capo : "il saggio impegnerà bene il suo tempo se rifuggirà dal mescolarsi alla folla e coltiverà quegli studi che elevano l'animo alla contemplazione delle cose divine e alla pratica delle virtù ". Egli scrive anche che il prepararsi alla morte non implica la rinuncia al vivere e che è da stolti temere la morte, poiché è la fine di ogni sofferenza per l'uomo. Anzi, dice, quando il saggio non potrà più per l'ostilità dei tempi praticare la virtù, egli deve capire che è venuto il momento di riacquistare la sua libertà con l'estremo atto del suicidio, che è pienamente in suo potere. Lo scrittore italiano Ugo Foscolo(1778-1827) ha una visione della morte simile a quella di Seneca. Il Foscolo nel romanzo epistolare le "Ultime lettere di Jacopo Ortis ", storia di un giovane patriota che visto svanire tutti i propri sogni, spinto dalla disperazione amorosa e politica, vede nella morte l' unica via d' uscita da questa situazione negativa, al tempo stesso insostenibile e immodificabile. (La morte)intesa in temimi materialistici e nichilistici, come distruzione totale e << nulla eterno>>. Anche nel sonetto "Alla sera" è centrale il concetto del << nulla eterno >>, la sera in quanto immagine della morte, è cara al poeta : la morte ha un'efficacia liberatoria, perché rappresenta l'annullamento totale, in cui si cancellano conflitti e sofferenze.

Tesina sulla morte


TESINA SULLA VITA DOPO LA MORTE

Nel sonetto "In morte del fratello Giovanni ", la visione della morte del Foscolo muta , è centrale nel sonetto il motivo della tomba, che si identifica con l'immagine del nucleo familiare e soprattutto della madre : sulla tomba il poeta spera di poter ricongiungere il legame affettivo col fratello e con la madre che parla, con la cenere del figlio morto, del figlio lontano. Quindi vede la morte come l' unico mezzo per riaffermare, quel ricongiungimento col nucleo familiare che sembrava impossibile e definitivamente negato. In questo sonetto la morte non è più << nulla eterno >>, ma, essendo << lacrimata >> consente un legame con la vita. Nei Sepolcri, poemetto scritto sotto forma di epistola poetica indirizzata all'amico Pindemonte, originato dall' editto napoleonico di Saint-Cloud. Pindemonte da un punto di vista cristiano, sosteneva il valore della  sepoltura individuale, mentre Foscolo da un punto di vista materialistico aveva negato l'importanza delle tombe, poiché la morte produce la fatale dissoluzione dell' essere. Foscolo poi, riprese quella discussione, ribadendo , inizialmente la tesi materialistica sulla morte, ma superandola, poi con altre considerazioni che rivalutano il significato delle tombe. Quindi anche nei Sepolcri è centrale il motivo della morte : ma è superata l'idea, che essa sia semplicemente il << nulla eterno >>. Anche se Foscolo, sul piano filosofico, non vede alternative a quella idea, le contrappone l'illusione di una sopravvivenza dopo la morte.