Illusione: tesina di maturità

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Tesina sull'Illusione: "Quando si preferisce immaginare la realtà migliore di quello che è". Collegamenti con le seguenti materie: Italiano, latino, filosofia, inglese, astronomia e storia (33 pagine formato doc)

ILLUSIONE: TESINA MATURITA'

L'illusione.

Vita di Giacomo Leopardi. Giacomo Leopardi nasce a Recanati il 29 giugno 1798 dal conte Monaldo e da Adelaide dei marchesi Antici. Fu un autodidatta e nella biblioteca del padre si diete ad uno studio "matto e disperatissimo"; lo sforzo notevole debilitò il suo fisico già minato e a 18 anni fu in pericolo di morte. Il suo primo carme è significativo nel titolo Appressamento della morte.
Gli fu allora molto vicino l'amico Pietro Giordani, che lo introdusse negli ambienti culturali.
Momento di svolta nella sua produzione è la conversione letteraria dall’erudizione al bello, cioè il periodo in cui i suoi interessi passano dalla filologia alla poesia. Giacomo intanto si innamorò della cugina Geltrude e poi della figlia del proprio cocchiere, Teresa Fattorini, morta giovanissima di tubercolosi e per essa comporrà in seguito la lirica A Silvia.

Illusione tra realtà e apparenza, tesina di maturità


TESINA MATURITA': ILLUSIONE E REALTA'

Nell'anno della stesura dello Zibaldone avviene la seconda conversione letteraria dal bello al vero, cioè dalla poesia di immaginazione, ricca di immagini fantastiche, a quella sentimentale ispirata alla riflessione sull’infelicità della vita. Il giovane Leopardi diventa sempre più insofferente dell'ambiente di Recanati e di quello familiare, nel quale non trova molta comprensione. E' in questo periodo, in cui il poeta è chiuso in una cupa malinconia, che risalgono le Canzoni e gli Idilli. Solo a 24 anni riuscì a partire per Roma, lasciando finalmente Recanati, ma la città lo deluse. Conobbe vari letterati ma non riuscì a trovare una sistemazione, per cui fu costretto a ritornare alla sua città natia dove dovette trattenersi per circa due anni fin quando non fu chiamato a Milano dall'editore Stella che lo assunse per tradurre opere classiche. Qui si trattenne poche settimane e subito partì per Bologna dove strinse molte amicizie ed amò la contessa Teresa Carniani Malvezzi.

Tesina di maturità sull'illusione


TESINA SULL'ILLUSIONE, LICEO LINGUISTICO

Leopardi comincia a ripiegarsi in sé stesso e a meditare sul suo dolore che è in realtà il dolore dell’umanità intera. Numerose meditazioni filosofiche e il fatto che il Leopardi non creda in Dio, lo spingono a scrivere le Operette morali riguardanti i problemi della vita.
  Dopo un altro soggiorno a Recanati il poeta si trasferì a Firenze e successivamente a Pisa dove compose A Silvia. La morte del fratello lo costrinse di nuovo a Recanati per poi tornare a Firenze e comporre i Grandi Idilli.  
Conobbe un altro amore, Fanny Targioni Tozzetti (per lei scrive cinque poesie che compongono il Ciclo Aspasia), sfortunato come gli altri. Successivamente soggiornò a Roma e poi a Napoli, scrisse il suo testamento spirituale La ginestra e Il tramonto della luna per poi morire nel 1837.

Illusione e realtà: tesina di maturità


TESINA SULL'ILLUSIONE, LICEO CLASSICO

PENSIERO
Possiamo scorgere nella storia spirituale del Leopardi una lucida e continua tendenza alla demolizione delle speranze umane, che il poeta segue, ponendo in risalto inesorabilmente le varie ragioni che rendono infelice la condizione dell'uomo.
La vita gli appare avvolta dal mistero e dal dolore, che è l'unica certezza per l'uomo. Il piacere non esiste se non come pausa momentanea del male e un uscire dalla condizione di pena, mentre la vicenda umana gli appare come un’inutile corsa verso il nulla, e la storia stessa è contrassegnata dal progressivo trionfo dell'infelicità.
La natura, vista da lui in un primo momento (fino al '23) come madre amorosa, gli appare in seguito come matrigna; essa, secondo il poeta, crea l'uomo ma non si preoccupa della sua felicità. L'unico conforto che può alleviare i mali della nostra esistenza è costituito dalle cosiddette ILLUSIONI, alimentate dal mostro sentimento e dalla nostra fantasia. La prima causa dell'infelicità umana è la ragione, che dissolve le illusioni e pone l'uomo di fronte alla realtà. Da questa presa di coscienza derivano la delusione ed il tedio. A queste convinzioni il poeta arrivò gradualmente; esse sono infatti il frutto, oltre che della sua sensibilità, della sua stessa vicenda umana, tormentata da incomprensioni, delusioni, sventure.