Prometeo e l'uomo moderno: tesina

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Prometeo e l'uomo moderno: tesina sul significato del mito di Prometeo e Pandora. Le materie trattate sono: letteratura, filosofia, mitologia greca, biologia e bioetica (20 pagine formato doc)

PROMETEO E L'UOMO MODERNO: TESINA

L'uomo moderno si identifica in un nuovo Prometeo?
Sommario.

Introduzione: importanza del mito nella storia dell’uomo.
Prometeo nell’antichità
Esiodo, Eschilo e Platone: le interpretazioni del mito
Prometeo creatore degli uomini e Prometeo apportatore di fuoco
Tra seicento e ottocento
Rousseau e Mary Shelley i moderni vi si identificano oppure lo rifiutano come modello da seguire ed imitare
Dalla rivoluzione industriale a oggi
L’avvento dell’uomo tecnologico
Gadda:la tecnologia contro l'uomo
Le nuove frontiere delle biotecnologie
Jonas: Una risposta morale (bioetica).

Tesina sul rapporto uomo-cibo


MITO PROMETEO SIGNIFICATO

Introduzione. Il mito di Prometeo è, assieme a quello di Ulisse, tra i miti greci che hanno subito il maggior numero di riletture ed elaborazioni in età post-classica.

Un discorso sulla rielaborazione del mito - e di alcuni miti in particolare - offre una prospettiva privilegiata per osservare i "passaggi", i mutamenti culturali di ampia portata, perché, come osserva Fisch, "i miti sono soggetti a mutamento sotto la pressione che su di loro esercita la storia" (Un futuro ricordato, Il Mulino 1988), e alcuni di essi in particolare hanno la capacità di sintetizzare tutte le domande essenziali sull’uomo. Se Ulisse è sempre stato occasione per parlare dell’uomo, del suo destino, lo stesso si può dire di Prometeo, tanto che Blumemberg nota che la storia di Prometeo "non risponde ad alcuna domanda sull’uomo, ma sembra contenere tutte le domande che si possono porre su di lui". Ecco quindi che lo studio dell’elaborazione del mito può consentire un approccio particolare alle visioni del mondo elaborate nel corso della tradizione occidentale. Un approccio particolare perché diacronico, capace di misurare le differenze, non soltanto nelle risposte, ma anche nelle domande che il mito articola.

Tesina sulle passioni dell'uomo


PROMETEO MITOLOGIA GRECA

Prometeo in Grecia: il mito e le sue interpretazioni. Chi è Prometeo? Per cominciare, immaginiamo una situazione ricorrente in molte versioni del mito. Il Titano è incatenato ad una roccia del Caucaso, sottoposto da Zeus al terribile supplizio di un’aquila che gli mangia di giorno il fegato che ricresce la notte. La sua colpa consiste nell’aver rubato il fuoco dall’Olimpo per portarlo agli uomini. Di fronte a Prometeo ci interroghiamo: è stato punito giustamente un atto di hybris (tracotanza)? O viene ingiustamente colpito da un dio invidioso chi ha beneficato i mortali? Il supplizio è davvero eterno oppure arriverà la grazia? E questa grazia è il frutto di un compromesso o un atto unilaterale da parte di Zeus? O, addirittura, la salvezza viene dalla sconfitta di Zeus?

L'uomo e il bisogno di conoscenza: tema svolto


SIGNIFICATO DEL MITO DI PROMETEO E PANDORA

La prima versione del mito di Prometeo la troviamo nell’opera di Esiodo, poeta greco dell’VIII sec. a.C. Esiodo narra il mito di Prometeo tanto nella Teogonia quanto nelle Opere e giorni. Iniziamo dalla Teogonia (vv.507-602)
Iapeto la fanciulla oceanina dalle belle caviglie, Climene, si prese per sposa e con lei lo stesso talamo ascese; ed essa a lui Atlante, dal cuore violento, partorì come figlio; partorì l'orgoglioso Menezio, e poi Prometeo, versatile e astuto, e il malaccorto Epimeteo, che il male fin dall'inizio procurò agli uomini che mangiano pane: per primo infatti nella sua casa accolse la donna formata da Zeus, fanciulla. L'orgoglioso Menezio Zeus onniveggente all'Erebo spinse colpitolo col fulmine fumante per via della sua tracotanza e della forza senza pari. Atlante il cielo ampio sostiene, a ciò costretto da forte necessità, ai confini della terra, di fronte alle Esperidi dal canto sonoro, con la testa facendo forza e con le infaticabili braccia; tale destino assegnò a lui Zeus accorto. Legò Prometeo dai vari pensieri con inestricabili lacci, con legami dolorosi, che a mezzo d'una colonna poi avvolse, e sopra gli avventò un'aquila, ampia d'ali, che il fegato gli mangiasse immortale, che ricresceva altrettanto la notte quanto nel giorno gli aveva mangiato l'uccello dall'ampie ali.