Il mercato del lavoro: definizione e caratteristiche

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Tesina riguardante il mercato del lavoro: definizione, caratteristiche e discorso storico sul mercato del lavoro nel Novecento, fino alle riforme dei primi anni Duemila (19 pagine formato doc)

IL MERCATO DEL LAVORO: DEFINIZIONE E CARATTERISTICHE

1.La nascita di un mercato: l’industrializzazione italiana.

Le premesse. 1.1.1 la Rivoluzione industriale inglese: industrie in Europa. L’Inghilterra visse la rivoluzione industriale per primo fra i Paesi europei: già alla fine del Settecento le industrie del Regno Unito si avvalevano dell’utilizzo di macchine che consentivano una maggiore produzione funzionanti con energia meccanica. Le conseguenze sociali ed economiche per il Regno Unito furono molteplici: le masse contadine preferirono il lavoro salariato nelle fabbriche piuttosto che la vita contadina e si trasferirono nelle città compiendo un fenomeno di urbanizzazione.
Con la Rivoluzione industriale inglese, il mondo dell’industria approdò nel Vecchio Continente.

Il mercato: riassunto di economia

LE CARATTERISTICHE DEL MERCATO DEL LAVORO

1.1.2 il protezionismo della Sinistra.  Il protezionismo è una politica economico – commerciale che impone dei dazi doganali sulle importazioni dall’estero, in questo modo penalizzate in favore del mercato interno. Il protezionismo della Sinistra colpì favorevolmente il progresso dei settori industriali, come, ad esempio, quello meccanico: l’industria meccanica visse la nascita della Fiat (Fabbrica italiana automobili Torino) nel 1899.
1.1.3 l’urbanizzazione.  Le pessime condizioni di vita e di lavoro nelle campagne spinsero, nel periodo dell’industrializzazione, le masse contadine ad emigrare in città. Il contadino che si trovava in una realtà nuova andava a fornire forza lavoro per le nuove industrie.
Il lavoro durante l’industrializzazione. Le condizioni di lavoro degli operai.  E’ opportuno precisare che, nel periodo di riferimento, non esisteva un mercato del lavoro regolato e riformato come a metà del Novecento; le leggi al riguardo del lavoro erano tutte favorevoli alla causa capitalista. Il lavoratore era costretto ad orari di lavoro massacranti e non aveva diritto al riposo settimanale. La mancanza di assistenza infortunistica faceva sì che la forza lavoro delle aziende fosse in continua evoluzione; il lavoratore vittima di un incidente in fabbrica perdeva, nella maggior parte dei casi, l’impiego: nessun imprenditore poteva perdere della forza lavoro, con conseguente diminuzione della produzione. I capitalisti, quindi, assumevano nuova forza lavoro e, per il lavoratore infortunato, era la disoccupazione. Non era tutelato nemmeno il lavoro di donne e bambini, che partecipavano ai processi produttivi esattamente come gli uomini adulti.

Il mercato in economia: definizione

MERCATO DEL LAVORO IN ITALIA

Proletariato e sindacalizzazione. Le insostenibile condizioni in cui lavoravano gli operai spinsero gli stessi ad organizzarsi in assemblee formando sindacati per partecipare, con significativa rappresentanza, alla vita politica del Paese.Lo scopo che si erano prefissati era di condurre una lotta per migliorare le condizioni di lavoro. La nascita di più gruppi organizzati portò alla formazione di molte camere del lavoro e, nel 1906, di un movimento competente a livello nazionale, la Cgl (Confederazione Generale del Lavoro), antenata della moderna Cgil. Le organizzazioni sindacali erano tutte ispirate dalla corrente politica socialista, antagonista del governo giolittiano. Nel periodo dell’industrializzazione erano forti le tensioni sociali, che portavano, anche per mezzo dei sindacati, ad una lotta di classe capace anche di essere violenta (a questo proposito basti pensare all’eccidio milanese del 1898, nel corso della rivolta contro gli aumenti del prezzo del grano).