La crisi della fisica classica: tesina

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Tesina interdisciplinare sul tema ampiamente trattato della '"crisi della fisica classica". Le materie collegate sono: fisica, scienze, filosofia, italiano, inglese, storia dell'arte e storia (13 pagine formato doc)

CRISI DELLA FISICA CLASSICA: TESINA

La crisi della fisica classica e le sue conseguenze nella cultura contemporanea. Introduzione.

La tesina è incentrata sulla terza tematica e svolge il proprio percorso attraverso la fase del secolo scorso nella quale la scoperta della teoria della relatività diede molti spunti sia filosofici che letterari, nonché artistici.
La tesina è corredata di note alla fine di alcune pagine, note che mi sono tornate utili per accorciare il testo stesso, in quanto i prof. ci hanno raccomandato di essere brevi.
Materie coinvolte nel percorso multidisciplinare:
•    Fisica
•    Scienze
•    Filosofia
•    Italiano
•    Inglese
•    Storia dell’Arte
•    Storia.

La nascita della fisica moderna: tesina


CRISI DELLA FISICA CLASSICA E NASCITA DELLA FISICA MODERNA

Punto di partenza di questo percorso multidisciplinare non può non essere la trattazione di come la crisi della Fisica Classica si è espansa fino a fare cadere del tutto le concezioni che animavano la stessa.
Ma come si è arrivati al concepimento di teorie come quella della relatività ristretta, nonché alla completa messa in dubbio del sistema che Galileo e Newton avevano eretto a suo tempo?
Il compito principale di Einstein fu quello di affermare che non esistono sistemi di riferimento privilegiati, in quanto in ognuno di questi le leggi della fisica non variano, e inoltre la velocità della luce nel vuoto risulta costante per tutti gli osservatori.
Questi, che sono i due postulati principali della relatività einsteiniana, non sono altro che le conclusioni ricavate dopo anni di esperimenti e contrasti tra scienziati.

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PASSAGGIO DALLA FISICA CLASSICA ALLA FISICA MODERNA

Secondo i canoni della Fisica Classica tutte le onde erano in grado di propagarsi esclusivamente in presenza di una qualsiasi materia da poter attraversare.

Se quindi nel sistema S la luce viaggia alla velocità che noi già conosciamo (c=3 x 108 m/s), in un altro sistema S’, che viaggia a una velocità v, la velocità c della luce risulta variata del valore di questa nuova velocità.
Questo pensiero comportava quindi la presenza di un mezzo nel quale la luce potesse propagarsi grazie alle vibrazioni che interagissero fra questa e la materia. Questa materia, necessaria per la propagazione di qualsiasi onda elettromagnetica, fu identificata nell’ipotetico etere. Risultò dunque naturale collegare il sistema di riferimento privilegiato (nel quale la luce aveva velocità=c) con l’etere.
Si cercò allora di stabilire l’unicità della velocità della luce all’esterno di un sistema di riferimento terrestre (infatti, se la velocità della luce era contraria all’ipotetica velocità dell’etere, risultava minore rispetto a un altro punto, nel quale si sommava alla velocità dell’etere stesso).