Edipo in Kafka e Svevo

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Complesso rapporto di Zeno con il padre e quello di Kafka nella "Lettera al Padre" (22 pagine formato doc)

"E' vero, non mi hai praticamente mai picchiato “Di fronte a te avevo perduto ogni fiducia in me stesso e conseguito in cambio uno sconfinato senso di colpa.
Non potevo trasformarmi..” ”[…] e come quando uno deve essere impiccato. Se lo impiccano davvero, è morto, e tutto è finito. Ma se deve assistere a tutte le preparazioni per essere impiccato e solo quando gli fanno scorrere il cappio intorno al collo apprende di essere stato graziato, allora può soffrirne per tutta la vita…” INDICE 1. Introduzione “La morte del Padre toglierà alla letteratura molti suoi piaceri. Se non c'è più un Padre, a che raccontare delle storie? Ogni racconto non si riconduce forse all' Edipo? Raccontare non è sempre cercare la propria origine, dire i propri fastidi con la Legge, entrare nella dialettica dell' intenerimento e dell' odio? Oggi si chiude con l' Edipo come col racconto: non si ama più, non si teme più, non si racconta più".
(Roland Barthes) La figura del padre nella letteratura del Novecento è ricorrente, in quanto punto di riferimento essenziale, come del resto lo sono i rapporti familiari, nodo che sembra essere imprescindibile in una ricerca letteraria, al punto che diventa difficile operare una ricognizione completa di tutte le opere che trattano, a vari livelli, questa tematica. Diventerebbe un lungo elenco assai sterile. Così è preferibile valutare opere significative, di generazioni diverse, che illustrano come via via la figura del padre viene intuita dagli scrittori, in relazione al loro tempo generazionale e ai sostanziali mutamenti che sono avvenuti nella società. È però da segnalare un dato comune che va sottolineato, affrontando l'argomento: nonostante le generazioni si siano succedute e sia in qualche modo cambiato il modo di rapportarsi con la figura paterna, resta sempre evidente una dicotomia di approccio soprattutto nel rapporto tra padri e figli. Ogni generazione, sembra aver dovuto affrontare lo scontro con la figura paterna intesa come metafora dell'autorità, del dominio, in quanto il padre diventa il punto di riferimento della legge. È colui che istituisce la morale e che idealmente istituisce il legame con le radici e con la tradizione. Per poter intuire il valore della figura paterna, per metterne in luce l'autorevolezza sembra che per il figlio sia necessario operare uno scontro violento, una contestazione radicale della figura e del ruolo del padre. È l'ottica del figlio che, per crescere e per diventare "padre" egli stesso, sente la necessità di "provare" fino in fondo la struttura di questo ruolo. La "colpa" del padre è quella di una presenza che è forte, ma corrisponde, sempre, a un'assenza esasperata rispetto alle reali necessità dei figli. Nel periodo compreso tra fine Ottocento e inizio Novecento si verifica una vera e propria rivoluzione che colpisce i più diversi campi del sapere e sancisce il passaggio dall' uomo moderno all' uomo contemporaneo . Questa svolta epocale può esser