L'era del progresso: tesina maturità

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Tesina di maturità sull'era del progresso tra XIX e XX secolo che collega le seguenti materie e argomenti: storia (seconda rivoluzione industriale), italiano (Giacomo Leopardi e Romanticismo), inglese (Charles Dickens), sistemi (azienda e organizzazione industriale), tecnologia (macchine utensili a cnc) e gestione progetti (Legge 10/91) (20 pagine formato doc)

L'ERA DEL PROGRESSO: TESINA MATURITA'

Tesina multidisciplinare: L'era del progresso XIX-XX sec.

Indice: storia (seconda rivoluzione industriale), italiano (Giacomo Leopardi e Romanticismo), inglese (Charles Dickens), sistemi (azienda e organizzazione industriale), tecnologia (macchine utensili a cnc) e gestione progetti (Legge 10/91).
La seconda rivoluzione industriale. L’industria si diffonde e diventa il settore trainante dell’economia
Il fenomeno più importante della seconda metà dell’Ottocento, denominato “il secolo dell’industrializzazione", fu appu-nto il diffondersi dell’economia industriale.
L’Inghilterra, che alla fine del Settecento aveva dato inizio alla rivoluzione industriale, era l’unico Paese in cui l’industria si era sviluppata sensibilmente, mentre in tutti gli altri Stati europei prevaleva un’economia di tipo agricolo. L’industrializzazione portò un grande cambiamento nella società e nell’economia dei Paesi che toccò: l’industria divenne il settore trainante dell’economia che, da agricola che era, si trasformò in economia industriale, e venne introdotto un nuovo metodo per stabilire la ricchezza degli Stati, a seconda delle tonnellate di acciaio prodotte e dell’energia impiegata nelle fabbriche. I Paesi così misurati venivano poi suddivisi in Paesi ricchi (grado di industrializzazione alto) e Paesi poveri (produzione industriale bassa).

Tesina sul progresso per liceo scientifico

IL PROGRESSO: TESINA MATURITA'

L’industria si trasforma e si sviluppano nuovi settori. Nella seconda metà dell’Ottocento l’industria non solo si diffuse, ma si trasformò; per questo gli storici indicano questo fenomeno come seconda rivoluzione industriale, per distinguerla da quella avvenuta in Inghilterra alla fine del Settecento.
Se l’industria tessile era stata il motore della prima rivoluzione, nella seconda presero questo ruolo due nuovi settori: la siderurgia e la chimica. Questo fu un fatto importante in quanto: l’industria tessile produce beni di consumo, merci cioè che sono destinate ad un consumo rapido e che poi vengono sostituite; l’industria siderurgica e chimica invece producono merci (come l’acciaio, i fertilizzanti, la soda) che non vengono consumate direttamente, ma che vengono trasformate prima di essere immesse sul mercato.
Alcuni prodotti derivati dall’acciaio: macchine industriali, binari, scafi navali e impalcature per grattacieli. Prodotti chimici: coloranti artificiali, materie plastiche (tra cui, importante, la celluloide, che permise la nascita del cinema), fibre artificiali, concimi, dinamite e soda, impiegata in grandi quantità nell’industria chimica, del vetro e nei detersivi.

Tesina di maturità sul progresso

CHE COS'E' IL PROGRESSO. LA DIFFUSIONE DEL SISTEMA INDUSTRIALE AMERICANO

La diffusione del sistema industriale americano fece decollare il “sistema di fabbrica” in risposta all’aumento della domanda; significativo nel determinare, da parte della produzione industriale, l’esigenza di un’accelerazione produttiva, soddisfatta dalla catena di montaggio, dai processi di meccanizzazione e di razionalizzazione del lavoro in fabbrica propri del sistema di produzione americano; si imponevano quei procedimenti e problemi che nel primo ‘900 saranno teorizzati dall’ingegnere Frederick W. Taylor nella sua opera "Principi di organizzazione scientifica del lavoro". Lo studio scientifico e sistematico del lavoro in fabbrica condotto da Taylor, portò alla creazione di un innovativo metodo di produzione basato sulla riduzione del lavoro dell’operaio ad operazioni semplici, misurabili e programmabili. La meccanizzazione del lavoro portò a tangibili progressi nel campo della produzione per quanto riguarda l’efficienza, la produttività e la velocità. La dottrina Taylor fu adottata per la prima volta a Detroit, nel 1913, quando la fabbrica Ford produttrice di automobili installò la prima catena di montaggio: secondo questo nuovo metodo di lavoro, il processo produttivo era frammentato in una serie di operazioni che venivano assegnate ai singoli operai, che si ritrovavano così a dover ripetere la stessa operazione per tutto l’orario di lavoro. Il Taylorismo, se da una parte portò alla riduzione dei tempi e ad un incremento della produzione, e quindi ad un conseguente aumento dei salari, contribuì d'altro canto alla sostituzione dell’operaio di mestiere specializzato con l’operaio di massa dequalificato ed intercambiabile, e alla perdita di autonomia da parte del lavoratore, che si vide divenire un suddito dell’automatismo delle macchine.