Tesina maturità su Montale e Il male di vivere

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Percorso multidisciplinare per l'esame di maturità su Eugenio Montale e Il male di vivere, che comprende le seguenti materie: letteratura, storia e calcolo delle probabilità (22 pagine formato doc)

TESINA MATURITA' SU MONTALE E IL MALE DI VIVERE

Istituto Tecnico Industriale Statale.

“V.Volterra”. Torrette – Ancona - Corso di Informatica Sperimentale “Abacus”.
Tesina di maturità su Eugenio Montale e Il male di vivere. L’immagine montaliana sullo sfondo dell'ascesa fascista.

1.IL MALE DI VIVERE ALL’ALBA DEL ‘900. Il periodo compreso tra l’ultimo decennio dell’800 e gli anni precedenti la prima guerra mondiale, è caratterizzato da una violenta reazione al Positivismo: questo aveva celebrato la fede nella scienza, nel progresso sociale, nella pacifica collaborazione fra i popoli, ma la realtà, fatta di guerre, imperialismi, lotte di classe, era ben diversa da quanto si era sperato. Tale situazione determina nuovi atteggiamenti spirituali: subentra la disillusione, l’angoscia, la sensazione del vuoto e del nulla; in arte si reagisce con la rottura dei moduli naturalistici.

Tesina di maturità su Eugenio Montale: poetica e pensiero

TESINA IL MALE DI VIVERE

Distrutti i vecchi schemi della cultura positivistica, immerso in un mondo sfiduciato nelle prospettive della scienza e della vita politica e sociale, posto di fronte all’ascesa vertiginosa della borghesia capitalistica che impone un modello di società tutto basato sulla logica del capitale e del profitto come unici valori, l’uomo di cultura del primo ‘900 vive una profonda crisi d’identità, avverte chiaramente la fine di un’epoca e l’avvento della nuova e prende coscienza della perdita del suo tradizionale ruolo sociale che era quello di “vate”. Egli generalmente, al contrario di quanto avveniva nel secolo precedente, proviene dai ceti medi borghesi, una classe sociale che vede compiere il suo declassamento schiacciata com’è tra la forza indiscussa della grande borghesia finanziario-industriale e le emergenti forze del proletariato. Emarginata da questi due colossali protagonisti, la piccola e media borghesia, e con essa l’intellettuale, si sente frustrata, indebolita, disorientata ed incapace di farsi classe egemone come aspira, si vede ridotta a classe subalterna e strumentale. Nasce da ciò una situazione di disagio, di noia esistenziale, di malcontento, di provocazione.

Il male di vivere: tesina di maturità

IL MALE DI VIVERE: TESINA RAGIONERIA

Lo scrittore avverte con angoscia che sta per compiersi la frattura definitiva, iniziata nell’Ottocento, tra io e mondo, tra artista e realtà e si sente “spersonalizzato”, “disumanizzato”.
La risposta degli uomini di cultura alla profonda crisi esistenziale, morale e culturale che investe la coscienza dell’uomo agli albori del Novecento e alla crisi che travolge l’intellettuale tradizionale approda a soluzioni diverse e spesso contraddittorie. Questa nuova situazione culturale e le profonde lacerazioni spirituali sfoceranno presto in quelli che saranno i due eventi storici più importanti e cruenti della storia umana: il primo ed il secondo conflitto mondiale.

Tesina su Eugenio Montale e Il male di vivere

EUGENIO MONTALE: RIASSUNTO PER TESINA

L’avvento, lo sviluppo e la caduta del fascismo di metà secolo ne sono il simbolo. Alcuni scrittori si impegnano in una inquieta e tormentosa analisi della “malattia” dell’uomo moderno nella civiltà industriale e borghese che essi condannano in maniera corrosiva e impietosa. Nelle loro opere questi scrittori parlano di “malattia”, di “eroe in tensione”, di “inettitudine”, di “universo labirintico”; e ancora di “uomo senza qualità”, di “uomo spersonato nel male del tempo”, di “male di vivere”. Escono dalle loro opere personaggi incapaci di agire, di darsi una consistenza, una tesi a smontare la storia dei loro fallimenti e della loro coscienza frantumata. Tali personaggi lottano invano contro i pregiudizi e la morale borghese, contro la città che massifica l’uomo; essi individuano chiaramente i meccanismi alienanti e ripetitivi dell’inferno tecnologico che riduce l’uomo a semplice manovella, rovesciando così i miti imperialistici della macchina in “malattia industriale”. Ma questi personaggi non riescono a configurare pienamente un “uomo nuovo” veramente alternativo; la loro protesta tende a risolversi in se stessa, in una dolente quanto amara impotenza.