Le grandi dittature del 900: tesina di maturità

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Tesina di maturità sui regimi totalitari del 900: il nazismo, il fascismo, lo stalinismo, Orwell, Fromm, Svevo, la propaganda e il revisionismo (18 pagine formato doc)

LE GRANDI DITTATURE DEL 900: TESINA DI MATURITA'

Crisi postbellica, propaganda e avvento del fascismo.
Per i ritardi della sua evoluzione politica e gli squilibri della sua economia, l’Italia fu particolarmente esposta agli effetti della crisi che seguì la Grande Guerra.

Tutti i settori della società erano in fermento: la classe operaia, infiammata dagli echi di quanto stava accadendo in Russia, chiedeva miglioramenti economici, reclamava maggior potere in fabbrica e manifestava tendenze rivoluzionarie; i contadini tornavano dal fronte con una maggior consapevolezza dei loro diritti, insofferenti dei vecchi squilibri sociali; i ceti medi tendevano a organizzarsi e a mobilitarsi più che in passato per difendere i loro interessi e i loro ideali patriottici.

Totalitarismo: tesina di maturità


DITTATURE EUROPEE DEL 900

La classe dirigente liberale non si mostrò in grado di dominare i fenomeni di mobilitazione di massa e finì col perdere l’egemonia indiscussa di cui aveva goduto fino ad allora. Risultarono invece favorite quelle forze, socialiste e cattoliche, che si consideravano estranee alla tradizione dello stato liberale.


Il fascismo fu caratterizzato dal monopolio della rappresentanza da parte di un unico partito; da un'ideologia fondata sul culto del capo (il “duce”); dal disprezzo per i valori della civiltà liberale, che si concretizzò nella soppressione delle libertà politiche e civili (di pensiero, di stampa, di associazione ecc.); dall'ideale della collaborazione tra le classi, opposto alla teoria socialista e comunista della lotta di classe; dal dirigismo statale; da un apparato di propaganda che mirò a mobilitare le masse e a inquadrarle in organizzazioni di socializzazione politica funzionali al regime; dall'integrazione nel partito o nello stato dell'insieme dei rapporti economici, sociali e culturali.

Saggio breve sul Totalitarismo


REGIMI TOTALITARI DEL 900: FASCISMO

Agli inizi, il fascismo fu un movimento privo di una vera e propria ideologia. La stessa parabola di Benito Mussolini, prima socialista, rivoluzionario, anticlericale, antimilitarista, poi interventista e da ultimo profondamente antisocialista, non ci dice molto dei fondamenti teorici e dottrinali del fascismo. In esso confluirono piuttosto confusamente elementi eterogenei presi a prestito da varie ideologie: vi si ritrova infatti un sentimento spiccatamente nazionalistico, repubblicano e rivoluzionario, la denuncia del capitalismo, l’esaltazione della comunità dei produttori come base dell’organizzazione sociale, un’estetica individualista e virile tinta di romanticismo, i miti della violenza e del coraggio propri della cultura irrazionalistica, la delusione per il mancato riconoscimento dell’Italia come potenza internazionale alla fine della prima guerra mondiale (il mito della “vittoria mutilata”) ecc. Fondamentalmente anti-intellettuale, il fascismo utilizzò quanto tornava utile al suo progetto politico. Fu solo con il Manifesto degli intellettuali del fascismo (1925) di Giovanni Gentile che venne compiuta una prima sistematizzazione dell’ideologia e della dottrina fascista.

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PROPAGANDA NEI TOTALITARISMI DEL 900

Uno dei più conosciuti strumenti di propaganda del regime fascista fu la rivista. La Difesa della Razza, nucleo propulsivo del razzismo biologico, la forma più radicale dell’ideologia razziale fascista e la più prossima alle tesi naziste. Il periodico, che fin dalla copertina si presentava come rivista di “scienza, documentazione, polemica”, si caratterizzava per l’uso di una grafica aggressiva e per l’impiego di titoli sensazionalistici, fotografie, vignette, fotomontaggi, spesso sottolineati da didascalie offensive e volgari nei confronti di gruppi considerati nemici o inferiori.