Guerra e poesia del primo novecento: tesina di maturità

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Percorso multidisciplinare sul tema della guerra e poesia del primo novecento che collega i seguenti argomenti: futurismo, la grande guerra, poeti e letterari del periodo (Marinetti, Guillaume Apollinaire e Wilfred Owen) e alcune loro poesie sulla guerra (12 pagine formato doc)

GUERRA E POESIA DEL PRIMO NOVECENTO: TESINA DI MATURITA'

Tesina.

La Guerra e la Poesia del primo Novecento. Dire Poesia, dire Guerra. Apparentemente due concetti in contrasto tra loro.
Eppure la guerra è stata materia poetica in tutti i tempi, soprattutto nel Novecento, il secolo che ha assistito al sorgere di guerre su scala mondiale e all’uso di armi dalla portata sempre più devastante.
Allo scatenarsi della prima guerra mondiale (1914-1918), molti poeti, intellettuali ed artisti erano interventisti, ovvero favorevoli all’entrata in guerra della propria nazione. Oltre a motivazioni economiche e politiche, vi era sia in Italia sia nel resto d’Europa, una visione estetica e letteraria della guerra, un vitalismo, una voglia di avventura, che spinsero molti poeti a partire per la guerra col proposito di assaporare chissà quali sensazioni e vivere chissà quali peripezie.

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POETI E LETTERATI DI FRONTE ALLA GRANDE GUERRA

Filippo Tommaso Marinetti fu il fondatore del Futurismo.

Nato nel 1876 ad Alessandria d’Egitto, trascorse la sua giovinezza a Parigi e morì nel 1944 a Bellagio (Como). Fu poeta e scrittore di duplice cultura, italiana e francese.
Il 20 febbraio 1909 Marinetti pubblica sul “Figaro” di Parigi il primo Manifesto che da inizio al Futurismo, presentato in seguito in italiano sulla rivista “Poesia” diretta dallo stesso scrittore a Milano. In quel Manifesto Marinetti espone un programma violentemente polemico e fortemente rivoluzionario. Si scatena contro tutto ciò che era legato al passato: contro le vecchie abitudini, le vecchie istituzioni (biblioteche, musei) che intendono salvaguardare i valori della tradizione e del passato, i patrimoni culturali e artistici ereditati, le città secolari.
La nuova arte deve partire dal presente, dalla realtà industriale, dalla vita della grande città moderna: si doveva perciò esaltare il dinamismo, la velocità, l’energia, l’azione umana, l’eterno fluire. Non si può non riconoscere che i futuristi furono i primi a capire quanto incidessero nella società moderna la macchina e la tecnologia, i cambiamenti e le trasformazioni provocate dai nuovi prodotti della tecnica. Per i futuristi le conquiste della scienza e della tecnica esprimevano attivismo e dinamismo. Oggetti emblematici della modernità erano soprattutto l'automobile e l'aeroplano che acceleravano gli spostamenti umani.

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FUTURISMO

I futuristi, per richiamare l’attenzione sul loro movimento, adottarono tecniche straordinarie di propaganda, mirate a sorprendere e scandalizzare. Nel gennaio 1910 Marinetti inaugura al Politeama Rossetti di Trieste la prima delle movimentatissime e provocatorie serate di arte futurista. L’idea era quella di coinvolgere il pubblico nello spettacolo, basato sulla presentazione di poesie, testi e musiche dei principali artisti futuristi; costoro, però, provocavano il pubblico, causando frequenti risse. Ma a quel punto essi avevano già vinto la loro battaglia pubblicitaria: l’eco del putiferio si estendeva, attraverso i giornali, in tutta Italia, e il movimento si diffondeva.
Il Futurismo ha grande risonanza in Europa, dove riscuote entusiasmo ma suscita anche polemiche accese. Anche il poeta francese Guillaume Apollinaire si interessa a loro. Guillaume Apollinaire a été un grand poète, amateur de peinture et critique d’art. Il est naît à Rome en 1880 ; il passe les premières années de sa vie dans différentes villes de la côte d'Azur, avec sa mère, puis il va à Paris en 1899.