Strategia del consenso nel Fascismo, Nazismo e Stalinismo

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Tesina sulla strategia del consenso nei regimi totalitari del 900: Fascismo, Nazismo e Stalinismo (5 pagine formato doc)

STRATEGIA DEL CONSENSO NEL FASCISMO, NAZISMO E STALINISMO

Prefazione.

Gli aspetti che contrassegnano la strategia del consenso nei regimi totalitari del ‘900 sono molteplici, alcuni di essi sono contrastanti altri abbastanza ricorrenti. La strategia del consenso è nata con la necessità di attirare le masse verso quei sistemi di amministrazione che usavano metodi più o meno corretti per affermare la loro supremazia sul popolo; basti pensare all’impero romano o prima ancora alla civiltà egizia:  in cui il consenso era ottenuto tramite propaganda o addirittura attraverso minacce fisiche.
Il consenso coinvolge parecchi campi d’azione dell’uomo come la filosofia o le scienze e perché no anche la fisica o la letteratura.
Nel percorso che ho intrapreso ho provato a collegare parecchie materie di studio, affiancando a quelle umanistiche le materie scientifiche che apparentemente poco hanno a che vedere con la strategia del consenso.

Le ragioni del consenso al Fascismo: riassunto


POLITICA DEL CONSENSO MUSSOLINI

Iniziando il discorso dalla storia ho preso in esame i tre colossi totalitari europei formatisi tra l’inizio e la prima metà del ventesimo secolo, Fascismo, Nazismo e Stalinismo.
Questi tre regimi hanno avuto bisogno del consenso,hanno avuto bisogno della propaganda e l’hanno fatta nei modi più diversi: per esempio in Italia si usò propagandare attraverso scritte e motti sui muri, attraverso manifesti e attraverso la radio che era diventata il mezzo più diffuso per la comunicazione di massa; in Germania il Nazismo si avvaleva del “Ministero della Propaganda” con a capo Joseph Goebbels che curava, insieme ad Alber Speer, l’architetto del nazismo, le adunate e le parate militari all’interno degli stadi in modo da far apparire il Reich come l’istituzione più potente facendo leva anche sulle dilaganti idee antisemite.
In Russia il consenso è stato attirato attraverso un processo economico imponente; l’industrializzazione forzata voluta dal piano quinquennale e l’obbligo di culto, quasi maniacale, del dittatore hanno portato ad un processo di epurazione prima del partito comunista e poi di tutto il resto della società; gulag e purghe furono,forse in modo indiretto,strumenti di un consenso quanto mai feroce e capillare.
La visione filosofica del consenso può benissimo ricondursi a due autori: Nietzsche e Marx,che con le loro parole hanno influenzato le ideologie e i regimi del ‘900.

Nietzsche parlando della volontà di potenza,forse male interpretata dai posteri, ha posto le basi,insieme alla teoria del superuomo,al nazismo e alle ideologie dello spazio vitale e dell’antisemitismo.

Tema su Mussolini e il Fascismo: le ragioni del consenso


CONSENSO POPOLARE SIGNIFICATO

Marx,invece,con il suo pensiero è stato il precursore della rivoluzione bolscevica e dell’instaurazione della dittatura del proletariato.
Il consenso nelle letterature ha sempre avuto volti diversi: nella letteratura latina di età imperiale  il consenso si traduceva in lodi ed adulazioni verso il principe,gli scrittori del tempo volevano darne un’immagine magnanima, e molte volte cercavano di dargli consigli affinché potesse governare meglio.
Nella letteratura italiana il consenso avveniva attraverso un diretto coinvolgimento degli autori negli affari del partito e dello stato; per questo gli autori scrivevano a favore del regime,e molte volte,nei regimi nazionalisti,scrivevano per esaltare la patria o le gesta di coloro che la resero grande.
Nella letteratura inglese il consenso e il dissenso vennero manifestati allo stesso modo della letteratura italiana,gli autori si sentivano coinvolti e per questo motivo la loro produzione artistica seguiva filoni paralleli alle altre culture e letterature.
Nel campo della ricerca scientifica si vennero a creare degli strumenti di comunicazione di massa,uno su tutti in quegli anni fu la diffusione della radio;essa fu un grandissimo sistema di propaganda usato dai regimi totalitari europei, più che altro dal fascismo, un  po’ meno dal comunismo dato che in Russia il progresso scientifico era assai lontano.