Tesina sull'inquinamento per la maturità

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Tesina sull'inquinamento per gli esami di maturità, che tratta le seguenti materie: filosofia, italiano, inglese, chimica e biologia (15 pagine formato doc)

TESINA SULL'INQUINAMENTO MATURITA'

Tesina di diploma.

Indice: bibliografia e sitografia; perchè l'inquinamento?; Hans Jonas; Hard Times di Charles Dickens; The description of Manchester di Tocqueville; l'inquinamento dell'acqua: cause e rimedi; alterzione degli ecosistemi.
Perchè l'inquinamento. Sembra strano che un ragazzo giovane si occupi di un argomento come questo.
In effetti l’inquinamento rappresenta un tema molto delicato che tante persone ignorano, ma io ho deciso di affrontare per capire se è sempre esistito, da che cosa è dovuto e le conseguenze che può portare.
Osservando lo stato attuale del nostro pianeta ci accorgiamo che l’inquinamento rappresenta un serio problema e tutti noi dovremmo attivarci per far qualcosa.
Io stesso vorrei far qualcosa per poter proteggere il nostro mondo dal collasso, infatti dopo questi cinque anni di studio vorrei proiettarmi nell’ambito delle fonti rinnovabili in modo da dare un futuro al nostro pianeta e alle generazioni future.
Hans Jonas, l’etica delle nuove tecnologie e dell’inquinamento.
Nel corso degli anni’ 80, a seguito della terza rivoluzione industriale, si sono andati a diffondere nuove tecnologie e nuove problematiche con conseguenze a scapito dell’uomo e della natura.

Tesina di maturità sull'inquinamento

TESINA MATURITA' INQUINAMENTO, COLLEGAMENTI

Hans Jonas è stato il primo filosofo a cercare di delineare un’etica globale all’altezza della sfida della civiltà tecnologica.
Egli inizialmente pensava che gli uomini fossero la parte integrante della natura, e non potevano agire in maniera di deturparla; infatti la natura veniva vista come una realtà fissa e immutabile dove neanche la più alta energia distruttiva sarebbe stata in grado di mettere in discussione l’equilibrio naturale.
Con la rivoluzione sono cambiati sia il modo di pensare sia quello di agire, infatti l’uomo tecnologico è in grado di intervenire sulla natura in modi inimmaginabili in precedenza e con questi interventi  causare  sull’uomo e sulla natura effetti  irreversibili.
Vedendo queste conseguenze, Jonas si rende conto che non è più sufficiente attenersi alle regole della tradizionale etica della coscienza o dell’intenzione, cioè fare delle azioni senza preoccuparsi degli effetti negativi che possono causare queste gesta sull’uomo o sulla natura fisica.
Ecco che secondo Jonas occorre integrare un’altra visione, denominata etica della responsabilità oppure principio di precauzione.

Tesina sull'inquinamento e fonti di energia rinnovabile

TESINA SULL'INQUINAMENTO AMBIENTALE

Il filosofo sostiene che questa nuova etica sia un’ottima alternativa all’utilitarismo, cioè una visione che ha come obbiettivo principale il benessere di tutte le persone, mentre questa nuova visione ci invita alla responsabilità nei confronti del mondo, naturale ed umano, in modo tale da permettere la vita su questo mondo anche ai nostri discendenti.
Insomma bisogna cautelare questo pianeta e secondo Hans Jonas lo si può fare attraverso due metodi: il primo è un metodo banale, il quale consiste solo nel prevedere le conseguenze delle proprie azioni, e li dove gli effetti sono duraturi o irreversibile bisogna capire che  non si deve fare quella determinata azione. Il secondo metodo, secondo il filosofo, consiste nell’applicare l’etica della paura al posto dell’illuministica fede nel progresso, in modo che si venga a generare un sentimento di paura riguardo la propria sorte e quella dei propri cari, quanto la possibilità di futuri e imprevedibili rischi ai danni dell’umanità intera di oggi e di domani.

Tesina sull'inquinamento ambientale

TESINA SULL'INQUINAMENTO: LE CITTA' TERRIBILI DI D'ANNUNZIO

Le citta’ terribili” di Gabriele d’Annunzio. Le città industriali, con i loro mali, ma anche con le loro grandezze, sono state descritte anche da Gabriele D’Annunzio, il quale coglie l’orrore quotidiano delle metropoli, ma anche una nuova bellezza, un aspetto glorioso ed eleva la città a nuovo mito.
Maia è un lungo poema di 8.400 versi che vuole esaltare una vita di grandi imprese, sempre nuove ed inimitabili. Il tema è inusuale per la poesia dannunziana, che solitamente, se presenta un’ambientazione, si svolge tra paesaggi in cui la natura degli alberi, delle piante, del sole, esplode e occupa l’immaginazione dello scrittore e del lettore.
Al ritorno da un viaggio il poeta si trova di fronte a una città orribile, industrializzata e inquinata tanto che la definisce come il livello peggiore di decadimento dell’uomo, dove tutto è ridotto al mercato, alla violenza.