Tesina di maturità sulla crisi delle certezze

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Tesina di maturità sulla crisi delle certezze: Il V° postulato di Euclide e geometrie non euclidee, relatività ristretta, Friedrich Nietzsche, romanzo moderno e Italo Svevo, The Modern Novel and James Joyce, Cubismo e Picasso (52 pagine formato doc)

TESINA DI MATURITA' SULLA CRISI DELLE CERTEZZE

Indice:
Premessa
Il V° postulato di Euclide e geometrie non euclidee
La relatività ristretta
Friedrich Nietzsche
Il romanzo moderno e Italo Svevo
The Modern Novel and James Joyce
Il Cubismo e Picasso
Conclusione
Bibliografia e sitografia.

Tesina di maturità sulla crisi delle certezze nel 900 per il liceo scientifico

CRISI DELLE CERTEZZE INTRODUZIONE

Premessa.

L'inizio del nuovo secolo rappresentò un punto di svolta nel pensiero del mondo.
Uomini come Nietzsche, Einstein e Picasso distrussero ogni teoria e valore precedenti, il Modernismo cambiò totalmente la letteratura; già negli anni precedenti c'era chi provò a modificare teorie secolari come il quinto postulato di Euclide.
Nella mia analisi desidero perciò studiare e comprendere i fenomeni storici e culturali che portarono uomini ad andare contro a teorie consolidate da anni fino a rivoluzionare i loro rispettivi ambiti.
La geometria, l'arte, la fisica, la filosofia e la letteratura devono essere necessariamente viste con occhi diversi.

Tesina di maturità sulla crisi delle certezze tra 800 e 900

CRISI DELLE CERTEZZE TESINA

Il V° postulato di Euclide e geometrie non euclidee
La geometria richiede -- come anche l'aritmetica
per venire fondata in modo coerente
solo poche, semplici proposizioni fondamentali.
Queste proposizioni fondamentali si chiamano gli assiomi della geometria.
L'esposizione degli assiomi della geometria
e l'indagine sui loro mutui rapporti
costituiscono un problema che è stato discusso fin dai tempi di Euclide, in numerosi ottimi trattati della letteratura matematica.
Il problema indicato porta all'analisi logica della nostra intuizione dello spazio.
D. Hilbert, Fondamenti della geometria, 1900
Tutta la geometria comunemente conosciuta, la disciplina cioè che ci occupa delle proprietà delle figure nel piano e nello spazio, (studiandole in modo logico-deduttivo a partire da alcune proposizioni principali riconosciute come vere), deriva dagli studi del greco Euclide
(323 a.C.– 286 a.C)  e si basa su cinque postulati:
1. È sempre possibile tracciare una retta tra due punti qualunque;
2. È sempre possibile prolungare una linea retta;
3. È sempre possibile costruire una circonferenza di centro e raggio qualunque (ossia è sempre possibile determinare una distanza maggiore o minore);
4. Tutti gli angoli retti sono tra loro congruenti;
5. Data una retta e un punto esterno ad essa esiste un'unica retta parallela passante per detto punto.

La crisi della ragione, tesina

CRISI DELLE CERTEZZE TRA 800 E 900

Il quinto postulato è conosciuto anche come postulato del parallelismo ed è quello che distingue la geometria euclidea dalle altre, dette non euclidee.
Il V Postulato
L'enunciato nella sua forma originale recita:
“Se una retta taglia altre due rette determinando dallo stesso lato angoli interni la cui somma è minore di quella di due angoli retti, prolungando indefinitamente le due rette, esse si incontreranno dalla parte dove la somma dei due angoli è minore di due angoli retti.”
Il quinto postulato di Euclide o "delle parallele" è quello che nel corso dei secoli ha suscitato il maggior interesse. La caratteristica che contraddistingue i primi quattro postulati e gli assiomi della geometria di Euclide sono garantiti dall'evidenza - basta infatti usare riga e compasso - inoltre essi restano validi se ci si limita a una porzione finita di piano. Il Postulato delle parallele non è ''evidentemente vero''. Pare che lo stesso Euclide non fosse convinto dell'evidenza del postulato e questo è dimostrato dall'uso limitato che ne ha fatto nelle dimostrazioni dei teoremi della sua geometria. Negli oltre duemila anni successivi alla diffusione degli Elementi di Euclide, molti sono stati i tentativi di dimostrare il V postulato. Tuttavia tali tentativi sono falliti in quanto i ragionamenti riconducevano sempre all'uso del V postulato. Il merito per la scoperta della nuova geometria va a quei matematici che pensavano fosse impossibile dimostrare il quinto postulato dalla geometria assoluta ossia dalla geometria che esclude il V postulato dai postulati precedenti.

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