Tesina maturità sull'infinito

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Tesina di maturità sull'infinito: percorso multidisciplinare sui vari aspetti dell'infinito, spaziale, temporale e assoluto (14 pagine formato doc)

TESINA MATURITA' SULL'INFINITO

Infinito.

Perché l’infinito. L’Infinito, come il termine suggerisce, è un concetto con un significato incredibilmente ampio, verso cui l’uomo ha sempre rivolto la propria attenzione per l’indeterminatezza e il mistero che lo caratterizza.
L’infinito è il principio e la fine di una ricerca continua che interessa qualsiasi ambito della conoscenza: letterario e scientifico, filosofico e matematico.
L’anelito verso l’illimitato, l’eterno, l’assoluto, che sono i molteplici aspetti del non-finito, viene espresso in una delle liriche più belle della letteratura italiana: “L’infinito” di Giacomo Leopardi.

Infinito: tesina di maturità


INFINITO DI GIACOMO LEOPARDI: TESTO

InfinitoGiacomo Leopardi
Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo; ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei.

Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’è dolce in questo mare.

Tesina di maturità sull'infinito


TESINA INFINITO, LICEO SCIENTIFICO

L’infinito è una delle liriche più famose di Giacomo Leopardi, e forse una delle più belle della letteratura italiana. Composta nel 1819 a Recanati, il “natio borgo selvaggio”, comparve per la prima volta nel 1825 sulla rivista bolognese “Il Nuovo Ricoglitore” e confluì nella raccolta dei Canti, nel 1831, tra i “piccoli idilli”. La forma metrica è l’endecasillabo sciolto, ovvero non legato da rima.
Il poeta si trova sul colle Tabor, a Recanati, un luogo di rifugio in cui si ritira in solitudine immergendosi in una dimensione infinita che oltrepassa qualsiasi limite fisico.  “Sempre” posto in anastrofe all’inizio del verso, amplifica la tensione dell’io lirico verso lo spazio illimitato e l’eterno che si trova al di là della siepe.

Infinito: percorso multidisciplinare


TESINA SULL'INFINITO, LICEO LINGUISTICO

Questa infatti non ostacola il poeta, ma stimola la sua immaginazione, lo proietta oltre il limite che essa rappresenta dimostrando la grandezza della mente umana che è in grado, pur nella sua finitezza, di cogliere l’infinito. L’io lirico infatti ammira gli “interminati spazi” e i “sovrumani silenzi” al di là della siepe e prova allo stesso tempo felicità e smarrimento nell’infinito spaziale. In questa prima parte della lirica prevalgono infatti i dati visivi, che verranno poi sostituiti nella seconda parte da quelli uditivi. Anche in questo caso l’immaginazione viene sollecitata da un fenomeno concreto, il suono del vento, che conduce il poeta nell’infinito temporale, nell’eternità. Infine l’io lirico si abbandona completamente alla propria immaginazione, naufragando dolcemente nel mare dell’immensità. La metafora e l’ossimoro del verso finale rendono in modo incredibilmente efficace il senso di pace e serenità portati da questo naufragio.