Tesina maturità sulla legalità e la coscienza

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Tesina maturità sulla legalità e la coscienza: percorso multidisciplinare sull'aspetto giuridico e politico (10 pagine formato doc)

TESINA MATURITA' SULLA LEGALITA' E LA COSCIENZA

Legalità  e  obiezione di coscienza.

Si parla di norma riferendosi a una "regola di condotta" cioè un comando che impone all'individuo un determinato comportamento.  Le caratteristiche fondamentali di una norma giuridica sono:
1.    Obbligatorietà:  in quanto tutti sono tenuti a rispettarla
2.    Generalità:  in quanto è riferita a tutti
3.    Astrattezza:  la norma fa riferimento a un'ipotesi astratta.
Alla fine del XVIII, la Rivoluzione Francese permise un allontanamento dall'assolutismo statale in favore dell'affermazione dello Stato di Diritto, nel quale gli organi statali devono rispettare la legge.  Gli organi statali sono tre e tra di essi viene suddiviso il potere dello Stato:
1)    Parlamento → potere legislativo = fare le leggi
2)    Governo → potere esecutivo = eseguire le leggi
3)    Magistratura → potere giudiziario = applicare le leggi.§

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TESINA SULLA LEGALITA': COLLEGAMENTI

Lo Stato Liberale o Stato Legale è basato sul principio di legalità, in cui la legge deve essere seguita fedelmente dal potere esecutivo e applicata rigorosamente dai giudici, cioè gli atti del potere esecutivo e le sentenze dei giudici sono validi solo nel momento in cui si fondano su una legge che li prevede rispettando i limiti che essa impone.
La Costituzione della Repubblica Italiana è la legge fondamentale dello Stato italiano, ovvero il vertice nella gerarchia delle fonti di diritto, e fondativa della Repubblica italiana. E’ entrata in vigore il 1° GENNAIO 1948, scritta dai Padri Costituenti (sono stati scelti dal popolo con il referendum del 02.06.1946 - formarono l’assemblea costituente 556 membri), eletti dai cittadini maggiorenni e dove per la 1a  volta in Italia votarono anche le donne per la scelta fra Repubblica e Monarchia.  E’ formata da 139 articoli di cui i primi 12 sono principi fondamentali che non possono essere oggetto di modifica.
Nel Codice Civile (la più importante fonte normativa sui rapporti di diritto privato) l’art.

6 esplica che  “ogni persona ha diritto al nome che le è per legge attribuito al momento della nascita”, mentre nella Costituzione l’art. 22 indica “Nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome”.  L’art. 2 della Costituzione sancisce il diritto inviolabile dell’uomo in cui “La Repubblica riconosce e garantisce  diritti inviolabili dell’uomo (alla vita, alla salute, al nome, l’integrità fisica, la riservatezza, prerogative essenziali dell’uomo che esistono da quando nasce l’uomo), sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”.

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COS'E' LA LEGALITA'

L’art. 52 della Costituzione afferma “La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino. Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge.”.  A ciò è subentrato l’obiezione di coscienza che indica il rifiuto di ottemperare a un dovere imposto dall'ordinamento giuridico, da parte di chi ritiene gli effetti che deriverebbero dall'ottemperanza contrari alle proprie convinzioni ideologiche, morali o religiose.
  Grazie a codesto principio, quando un cittadino viene danneggiato da un atto del potere esecutivo illegittimo, cioè non fondato sulla legge, può presentare ricorso per difendersi.  Per questa ragione, il principio di legalità è stato integrato con il principio di costituzionalità, (ogni legge che viene discussa in Parlamento deve essere firmata dal Presidente della Repubblica che è il Garante della Costituzione. A questo fine viene preservata la Costituzione che è una raccolta di leggi su cui si fondano e si dovranno far fondare le leggi successive alla promulgazione di questa. Il principio di costituzionalità è, quindi, l'intento di non contraddire la Costituzione né andarci contro.  ) ossia il vincolo che il legislatore ha rispetto del diritto, in particolare alle norme giuridiche contenute nella Costituzione.