Tesina maturità sul rosso

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Tesina di maturità sul rosso: percorso multidisciplinare su Verga e Rosso Malpelo, crisi economica in Italia, Biennio rosso, Realismo e Pianeta rosso, Marte (9 pagine formato doc)

TESINA MATURITA' SUL ROSSO

Tesina d'esasme: il rosso.


La scelta di questo tema è nata dalla ricerca di un elemento originale che collegasse argomenti molto diversi tra loro.
L’autore: Giovanni Verga.
La vita: Giovanni Verga nasce a Catania nel 1840 da una famiglia di agiati proprietari terrieri con ascendenze nobiliari. Durante l’infanzia studia presso maestri privati maturando un gusto letterario romantico, ma i suoi studi superiori furono irregolari: non terminò i corsi alla facoltà di legge poiché preferì dedicarsi al lavoro letterario e al giornalismo politico.
Questa formazione irregolare segnerà molto la sua fisionomia di scrittore, che si distacca dalle tradizioni preferendo ai testi italiani e latini, gli scrittori francesi moderni. Dopo molti soggiorni in varie città culturali d’Italia, come Milano e Firenze, Verga torna in Sicilia dove si dedicherà alla cura delle sue proprietà agricole e con alcuni problemi economici. Le sue posizioni politiche si fanno sempre più chiuse e conservatrici . Morirà del Gennaio del 1922.

Tesina di maturità: Il rosso e il nero


TESINA SUL ROSSO, RAGIONERIA

Le opere maggiori:
•    Rosso Malpelo (1878) , contenuto nella raccolta “Vita dei campi” del 1880
•    I Malavoglia (1881) e Mastro-Don Gesualdo (1889) , entrambi contenuti nella raccolta “Ciclo dei vinti”
TRATTI STILISTICI: Giovanni Verga nasce nel periodo nel quale in Italia ci si trova in pieno clima positivista. Dal punto di vista letterario gli autori sperimentano grande verismo e realismo, rifacendosi alla corrente naturalista francese. Viene teorizzata la figura del romanziere-scienziato, che deve applicare all’uomo e all’arte le regole della scienza naturale. Gli argomenti trattano dei ceti sociali bassi in modo oggettivo e impersonale, analizzando i comportamenti dei personaggi in base ai 3 momenti teorizzati da Tein (Race, Moment e Milieu). I naturalisti guardano al progresso in modo oggettivo denunciando le vittime dell’affermazione della modernità, ma è importante ricordare che in ogni caso essi ritengono l’ordine sociale immutabile. Verga è l’unico autore verista italiano, egli tratta tematiche soprattutto riguardanti la questione meridionale e la sua Sicilia, sempre con una visione estremamente oggettiva. Applica alle sue opere la tecnica dell’impersonalità, infatti esse non recano nessuna traccia dell’autore, che si eclissa.

Il rosso e il nero: riassunto dettagliato


TESINA SUL ROSSO, COLLEGAMENTI

Il racconto infatti non conterrà nessun intervento o commento personale di Verga, non presenterà i personaggi, non descriverà la situazione o la condizione psicologica dei protagonisti, l’opera viene fatta da sé. Il narratore sarà dunque un personaggio anonimo interno alla vicenda con focalizzazione multipla. Una seconda caratteristica delle opere di Verga è l’uso del discorso indiretto libero: è una forma intermedia che riporta ciò che i personaggi dicono ma senza punteggiatura né verbi di dire; i discorsi infatti si fondono con la narrazione. L’ultima particolarità del nostro autore verista è la tecnica dello straniamento, ossia il far rappresentare al narratore una situazione in un’ottica inusuale sia per l’autore che per il lettore. Questa tecnica, in un modo decisamente contorto, ci permette di capire che il pensiero dell’autore, che il lettore solitamente condivide, è totalmente l’opposto rispetto a quello del narratore. Il linguaggio delle opere contiene proverbi e sgrammaticature, Verga si rifà all’italiano-siciliano così da ottenere un maggiore realismo e al contempo essere compreso anche da chi il siciliano vero e proprio non lo conosceva.

Il rosso e il nero di Stendhal: riassunto


IL ROSSO NELLA LETTERATURA ITALIANA

Malpelo si chiamava così perché aveva i capelli rossi; ed aveva i capelli rossi perché era un ragazzo malizioso e cattivo che prometteva di riuscire un fior di birbone. Sicché tutti alla cava della rena rossa lo chiamavano Malpelo; e persino sua madre, col sentirgli dir sempre a quel modo, aveva quasi dimenticato il suo nome di battesimo …”
Rosso Malpelo. Prima novella verista di Verga. La novella accentua il duro lavoro minorile nelle miniere di zolfo e la realtà di povertà e sfruttamento delle classi disagiate in Sicilia alla fine del XIX secolo. È la storia di Rosso Malpelo, un ragazzo abituato a lavorare in una cava, vittima di pregiudizi per via dei suoi capelli rossi. L'unico affezionato a lui è il padre, che muore nella miniera, lasciandolo solo con la madre e la sorella che lo maltrattano e mostrano diffidenza nei suoi confronti accusandolo di non dare tutto il guadagno per il sostenimento della famiglia ma di tenersene una parte per sé.  In seguito alla morte del suo unico amico e compagno di cava Ranocchio, chiamato così per la sua costituzione molto gracile, rendendosi conto di non contare più per nessuno, Malpelo accetta con rassegnazione di esplorare un cunicolo pericoloso nella cava. Imboccato il cunicolo sparisce nel nulla, lasciando negli animi dei lavoratori della miniera la paura che egli possa tornare da un momento all'altro come un fantasma.