Tesina sui totalitarismi

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Tesina maturità sui totalitarismi del 900: percorso logico per il liceo scientifico tecnologico (18 pagine formato doc)

TESINA SUI TOTALITARISMI

Istituto Tecnico Statale - Liceo Scientifico Tecnologico.

Percorso logico. I totalitarismi. Prefazione. Questo percorso è legato ai totalitarismi presenti in Europa nel corso del Novecento i quali eliminarono ogni forma di libertà. Tratterò materie quali la storia, laddove mi soffermerò con più attenzione, esaminando i principali regimi totalitari europei: il Fascismo ed il Nazismo. Infine, per quanto concerne le materie scientifiche parlerò, per quanto riguarda la biologia, degli esperimenti del Dottor Mengele. In riferimento alla chimica tratterò sinteticamente del fenolo in quanto utilizzato dai nazisti in qualità di anestesia letale.
In filosofia parlerò del libro analizzato durante l’anno scolastico di Hannah Arendt ovvero “La banalità del male” in quanto tratta le vicende e le cause che hanno portato i nazisti a compiere il genocidio degli ebrei (la cosiddetta shoah). Inoltre farò un collegamento con George Orwell per quanto concerne l’inglese ed in particolare focalizzerò l’attenzione sul libro letto quest’anno: “Nineteen Eighty-Four” in quanto tratta di un regime totalitario inquadrato in un contesto futuristico. Tratterò infine Luigi Pirandello in letteratura italiana in quanto visse durante l’ascesa del partito fascista.

Totalitarismi: tesina di maturità

 

TESINA SUI TOTALITARISMI DEL 900

Origine e caratteri del totalitarismo: Con il termine totalitarismo si intende un’ideologia ed un sistema politico caratterizzati dal controllo completo da parte dello stato da parte della polizia sulla società.
L’origine del termine totalitarismo si ebbe in Italia intorno alla metà degli anni ’20 per delineare le caratteristiche dello stato fascista contrapposto allo stato liberale. Nel corso degli anno ’30 il termine venne usato anche in Germania poiché lo stato nazista presentò tratti comuni al fascismo, sebbene si differenziò ad esso notevolmente. Contemporaneamente si diede tale termine anche nel regime staliniano presente nell’Unione Sovietica.
Caratteri del regime totalitario:
•    La presenza di un’ideologia ufficiale che pretende di porsi come assoluta ed indiscutibile;
•    Il potere assoluto di un partito unico e del suo leader;
•    Il monopolio, da parte del regime, dei mezzi di comunicazione di massa;
•    Il controllo dello stato di ogni settore sociale ed economico fino alla vita quotidiana dei singoli individui.
Nel totalitarismo lo stato tende a togliere ogni aspetto di autonomia e si propone di manipolare e trasformare la coscienza degli individui ed il loro pensiero.
Citazione George Orwell: << "Lo Stato totalitario fa di tutto per controllare i pensieri e le emozioni dei propri sudditi in modo persino più completo di come ne controlla le azioni".>>
Tratto da: “Letteratura e totalitarismo
STORIA. Il Fascismo: Il movimento fascista nacque in Italia per opera di Benito Mussolini il 23 marzo 1919, con il nome di Fasci di combattimento. L’anno successivo i Fasci si moltiplicarono e nel 1920 nacquero le “Squadre d’azione fasciste” ovvero nuclei armati atti a contrastare, con l’uso della violenza, gli oppositori.

Tesina maturità sulle conseguenze dei totalitarismi nella cultura e letteratura della seconda metà del 900

 

TOTALITARISMO IN LETTERATURA ITALIANA

Nel novembre 1921 il Movimento Fascista divenne Partito nazionale Fascista (PNF). L’anno dopo Mussolini organizzò un atto di forza: cinquantamila  
fascisti marciarono su Roma (ottobre 1922); per non dichiarare lo stato d’assedio il re Vittorio Emanuele III chiamò Mussolini a formare il nuovo governo. Nel successivo ventennio, durante il quale Mussolini tenne la guida del governo, si possono individuare due fasi. Durante la prima fase (1922-1925), non vennero operate brusche rotture istituzionali rispetto alle forme dello stato liberale ed il parlamento non venne sciolto fino alle elezioni del 1924, svoltesi in un clima di violenza nei riguardi degli avversari politici, che dettero la vittoria ai fascisti.  Le opposizioni denunciarono la loro indignazione per le violenze ed i brogli elettorali, in particolare Giacomo Matteotti il quale venne rapito ed assassinato. Celebre fu il discorso del 3 gennaio 1925 di Mussolini, sospettato di esserne il mandante, alle camere attraverso il quale si prese la responsabilità dell’accaduto in modo tale da spostare il dibattito dal piano etico e morale a quello politico: sostanzialmente egli sostenne che se il fascismo non era in grado di governare allora era nient’altro che violenza (“olio di ricino e manganello”).