Suono: definizione e le sue caratteristiche

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Definizione di suono e le sue caratteristiche principali: tesina di musica (5 pagine formato doc)

SUONO: DEFINIZIONE E LE SUE CARATTERISTICHE

Il suono.

Il suono è il mezzo fondamentale attraverso il quale si esprime l’arte della musica. Le tre qualità che lo caratterizzano sono l’altezza, l’intensità e il timbro. Il suono è un fenomeno prodotto dalle vibrazioni di un corpo elastico che si trasmettono attraverso l’aria, ma anche l’acqua o un solido.
Le vibrazioni così prodotte e trasmesse sotto forma di onde sonore diventano suono, quando raggiungono il nostro orecchio, e, trasformate in impulsi nervosi, vengono recepite dal cervello come sensazione uditiva. Il fenomeno sonoro è un sistema complesso di variazioni periodiche di pressione che si propagano in tutte le direzioni per azione e reazione delle molecole del mezzo di diffusione. Il timpano recepisce tali variazioni riproducendole e trasmettendole all’orecchio interno, fino al nervo uditivo.

Tesina di fisica sul suono: definizione e caratteristiche

COS'E' IL SUONO

Ma i suoni non sono pure riproduzioni mentali degli stimoli acustici. Sono invece elaborazioni complesse, che prevedono processi psicofisici di riconoscimento, analisi e risposta emotiva. Allo stimolo acustico esterno corrisponde un oggetto sonoro interno, così come alla percezione visiva corrisponde l’immagine di un oggetto. Mentre però, ad esempio, la vista e il tatto trasmettono informazioni sulla realtà che supponiamo materialmente esistente al di fuori di noi, il suono, come il sapore o l’odore, rimanda ad una proprietà che attribuiamo agli oggetti. Non a caso definiamo suoni, sapori e odori con gli stessi aggettivi ovvero dolce, avvolgente, aspro, acuto ecc…. A differenza degli ultimi, però, il suono è meglio caratterizzato a livello oggettuale: una struttura sonora ha per noi anche volume, colore, proporzione, tutte caratteristiche abbinate anche all’oggetto visivo.

IL SUONO E LE SUE CARATTERISTICHE

L’elaborazione mentale dell’oggetto sonoro e la possibilità di definirlo attraverso una serie di qualità, alcune delle quali misurabili, permette infine di connotare il suono in senso estetico: suoni e aggregati sonori possono essere belli o brutti. Ma non solo: i suoni possono esaltare o deprimere, rallegrare o rendere tristi, rilassare o eccitare. Ciò accade all’ascolto spontaneo dei suoni che ci circondano, ma anche di quelli che produciamo.
Essendo prodotto da una vibrazione, cioè da un movimento meccanico e ripetuto di un corpo, il suono è misurabile. L’unità di misura si chiama HERTZ (in onore del famoso fisico tedesco Heinrich Hertz, 1857-1894 che dimostrò sperimentalmente l’esistenza delle onde elettromagnetiche), ed indica la frequenza, cioè la quantità delle vibrazioni emesse dal corpo in un secondo.

CHE COS'E' IL SUONO IN MUSICA

Le frequenze inferiori a 16-20 Hz e superiori a circa 20.000 Hz non sono udibili dall’uomo e costituiscono i cosiddetti infrasuoni e ultrasuoni. La sensibilità dell’udito è massima per le frequenze comprese fra i 2.000 e i 5.000 Hz; nella pratica musicale i suoni generalmente usati sono compresi fra i 27 e i 5.000 Hz. La più recente misurazione della frequenza è stata data da una delegazione del Consiglio d’Europa nel 1971.
Nonostante le vibrazioni sonore siano misurabili, la prima possibilità concreta di determinare l’altezza attraverso un unico parametro di riferimento risale solo agli inizi dell’età moderna, con l’invenzione del diapason, un piccolo strumento d’acciaio a forma di forcella progettato nel 1711 dall’inglese John Shore.