Breve tesina sul Melodramma dopo Verdi

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breve percorso sulla scuola verista, Carmen e Puccini (1 pagine formato doc)

Breve tesina sul Melodramma dopo Verdi - Alla fine dell’Ottocento si sviluppa in Italia la cosiddetta “scuola verista”
Alla fine dell’Ottocento, di sviluppò in Italia un movimento di compositori che inserivano nelle loro opere alcuni temi tipici del Verismo.
Il Verismo era un  movimento letterario che affrontava le vicende delle classi più povere, dei personaggi più umili, senza sentimentalismi e senza abbellimenti, ma sforzandosi di rappresentare la verità  delle cose, la realtà così com’è.
Questi temi, che vennero sviluppati in letteratura dal grande romanziere siciliano Giovanni Verga, passarono anche dall’opera lirica: il compositore Pietro Ma scagni (Livorno 1863-Roma 1945) ottenne il suo maggior successo nel 1889 con Cavalleria Rusticana, un’opera basata appunto su una novella di Verga.
Due anni dopo Ruggero Leoncavallo (Napoli 1857 – Montecatini Terme – Pistoia – 1919) ottenne un altro grande successo con Pagliacci.


Carmen è il modella dei compositori veristi
Da un punto di vista più strettamente musicale, i musicisti della “scuola verista” si ispiravano però a un capolavoro francese, Carmen di Gorge Bizet.
Quest’opera, che suscitò al suo apparire grande scandalo per la figura della protagonista, una donna dal carattere forte e possessivo, si caratterizza per la presenza di melodie molto incisive e ritmate, ai limiti della volgarità, e per una drammaticità molto esibita, quasi gridata.
Sono le stesse caratteristiche che ritroviamo nelle opere di Mascagni e Leoncavallo citate sopra. 


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