Giacomo Puccini e la Turandot: tesina di musica

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Tesina di terza media sulla vita di Giacomo Puccini e sulla Turandot, con trama e caratteri generali dell'opera (6 pagine formato doc)

GIACOMO PUCCINI E LA TURANDOT: TESINA DI MUSICA

Giacomo Puccini: vita e opere.

Nato a Lucca nel 1858 in una famiglia di musicisti, restò orfano in tenera età e i parenti pensarono che avrebbe ereditato il posto, che era stato di sua padre, di organista e maestro del coro del duomo di Lucca.
Ma il ragazzo era pigro e i suoi primi passi sulla strada della musica furono molto faticosi.
A diciassette anni, quando incominciò a improvvisare all’organo nuove composizioni durante le funzioni religiose, lo accusarono di voler “portare il teatro in chiesa”.
Con l’aiuto di una borsa di studio, il giovane proseguì gli studi al Conservatorio di Milano.
In quegli anni rimase colpito dalla conoscenza dello spartito dell’”Aida” di Verdi che gli fece scoprire la bellezza dell’opera lirica e la forza espressiva verdiana.
Le prime opere composte da Giacomo Puccini non ebbero grande successo ma attirarono l’attenzione dell’editore Ricordi che aveva intuito la bravura del giovane.

La Tosca di Giacomo Puccini: trama

GIACOMO PUCCINI, ELIVRA

Frattanto un episodio sentimentale sconvolge la vita privata di Puccini: s’innamora della moglie di un suo ex compagno di collegio e decide di convivere con lei.
L’unione durò tutta la vita ma fu turbolentissima.
Bella in giovinezza, Elvira si lasciò presto andare, sacrificata in casa e da una certa violenza che lentamente Puccini indirizzò su di lei, e così imbruttì.
Nel 1908 una nuova tragedia sconvolse la vita della coppia: Doria Manfredi, una giovane ragazza a servizio presso la famiglia Puccini e perseguitata dalla moglie Elvira per gelosia, si uccise.
Elvira venne accusata ingiustamente di omicidio e dopo un periodo di profonda crisi fra i due coniugi, la coppia si riconcilò e la loro vita a due, tradimenti di lui compresi, tornò ad essere quella di prima.
Furono anni di dure ristrettezze economiche e di serie difficoltà.

GIACOMO PUCCINI: TESINA TERZA MEDIA

L’attività di composizione di Puccini procedeva in modo lento e discontinuo, attraverso intervalli e interruzioni continue, molto spesso causate da litigi coi librettisti delle sue opere.
Ma il grande successo arrivò con la rappresentazione dell’opera Manon Lescaut a Torino (1893) che lo lanciò presso tutti i pubblici del mondo.
Seguirono la Bohème (Torino – 1896) in cui l’autore introdusse elementi comici e elementi drammatici; la Tosca (Roma - 1900) in cui il compositore trattò il tema della libertà del popolo dall’oppressore; Madama Butterfly (Milano – 1904), in cui il compositore si lasciò trasportare dal fascino per l’esotismo; La fanciulla del West (New York – 1910) che lo impose sulla scena come il maggiore esponente del verismo italiano, di cui massimo esponente fu Pietro Mascagni, amico di Puccini.
Puccini fece propria la lezione del verismo proponendo vicende legate ai ceti più poveri della società con personaggi umili, descritti senza sentimentalismi e abbellimenti, nel tentativo di rappresentare la verità così com’è.
Gli ultimi anni della vita di Puccini furono funestati da una malattia che lo avrebbe condotto alla morte.
In questo periodo Giacomo Puccini lavorò con accanimento alla sua ultima opera la Turandot in cui il maestro trattò con delicatezza il tema dell’esotismo, (cioè il fascino prodotto da ambienti e da storie provenienti da paesi lontani), ma non riuscì a portare a termine la composizione perché morì a Bruxelles il 24 novembre 1924.
La Turandot, che venne rappresentata a Milano il 25 aprile 1926, fu completata dal musicista Franco Alfano.
Arturo Toscanini, che concertò l’opera, la sera della prima rappresentazione interruppe l’esecuzione al terzo atto, fece tacere l’orchestra e, girandosi perso il pubblico disse: “A questo punto il maestro è morto”.

LA TURANDOT DI GIACOMO PUCCINI

Turandot: aspetti generali dell’opera lirica.
La Turandot è tratta dall’omonima fiaba teatrale del 1762 di Carlo Gozzi.
Il libretto fu scritto da Giuseppe  Adami e Renato Simoni.
Lasciata incompiuta da Puccini, l’opera fu completata da Franco Alfano sugli appunti rimasti e con la collaborazione del musicista Arturo Toscanini.
L’argomento fiabesco era nuovo per Puccini, così come lo svolgimento della trama in cui il personaggio principale muta improvvisamente i propri sentimenti e da creatrice di male e di morte si trasforma in donna profondamente innamorata.
Puccini abbandona, in quest’opera, le tipiche caratteristiche dell’opera verista, basata su vicende quotidiane vissute da persone semplici e umili e si lascia trasportare dalla  fantasia.
Introduce una tecnica sorprendente, ovvero gli enigmi da risolvere che forniscono originalità e dinamicità all’intero svolgimento dell’opera.
Il tema esotico, già trattato dal compositore nell’opera Madama Butterfly, trova nella Turandot soluzioni musicali e di narrazione nuove che hanno reso immortale l’opera.
Si narra che alcuni motivi presenti nell’opera siano stati ispirati dall’ascolto di alcuni temi musicali di un carillon proveniente dalla Cina e regalatogli da un amico.

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