Il disegno infantile

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Approfondita tesina sul disegno infantile materia pedagogia (16 pagine formato doc)

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Il bambino è un disegnatore spontaneo!! "Tanto giovane e incapace, chiede delle matite, dei colori. Forse è lui il vero artista in questo mondo, poiché si impegna a fondo in ciò che fa. Anche lui, come gli artisti adulti, ci tiene ad essere ammirato: mostra con una vanità innocente il risultato della sua attività, me si sa che per lui l'importante è creare. Il disegno del bambino ha sempre un senso che il bambino ci illustra volentieri, particolareggiando la storia che ha rappresentato. Ma, per l'osservatore adulto, la storia come la racconta il bambino, non esaurisce tutti i significati del disegno. Gli aspetti plastici, le qualità geometriche, la ripartizione dei colori, le dimensioni rispettive delle parti, la scelta e la grandezza dei personaggi, la composizione, tutto rivela qualche cosa sia sul piano degli strumenti intellettuali che su quello delle reazioni affettive.
Far disegnare un bambino ci appare come uno dei metodi più significativi di cui possiamo disporre per avvicinarci all'anima infantile. Senza dubbio, essendo la nostra conoscenza quello che è, restano in noi molti segreti inaccessibili, ma è proprio in essi che risiedono l'originalità e la libertà di ognuno. Non è male che questa originalità e questa libertà si manifestino per tempo: esistono nella vita del bambino tante occasioni per inaridirle." L'interesse per le creazioni plastiche del bambino è nato dalla presenza concomitante di ricerche di psicologia e dal successo della pittura moderna che ha introdotto il "il dipingere" nell'esperienza quotidiana. Il modo di vedere del bambino ha acquisito un proprio diritto di cittadinanza e non viene più riferito a semplici modelli - tipo di rappresentazione. La sua libertà e spontaneità sono condizioni per la sua fecondità: è' questa visione personale che guida lo psicologo nella comprensione di un bambino e, attraverso questo dell'infanzia. Le ricerche sul disegno del bambino si sono progressivamente sviluppate e arricchite nelle loro formulazioni con i dati della psicologia contemporanea, dando avvio a un'ampia produzione psicometrica riferita ai test del disegno infantile. Florence Goodenough sostiene che tra il 1900 e il 1915 l'interesse scientifico per il disegno infantile raggiunse la punta massima. In ogni caso, è a partire dagli inizi del XX secolo che tali studi divennero sistematici. Essa elabora un metodo di analisi rigoroso sul disegno: il draw- a -man test, che valuta i dettagli presenti nella rappresentazione della figura umana, rilevando importante non solo la presenza di determinate parti del corpo (tendenza- linguaggio), ma anche la loro forma (tendenza - disegno). Era riuscita ad elaborare uno strumento di misura del pensiero infantile, attraverso il disegno, coerente con le teorie del periodo; era convinzione unanime che il bambino disegna ciò che “sa”. Successivamente è maturata la concezione, che si contrappose alla teoria intellettualistica: il bambino non disegnerebbe ciò che sa, ma ciò che