Tesina maturità sul Relativismo

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Tesina maturità sul Relativismo dalle origini fino ai giorni nostri e il relativismo di Pirandello (25 pagine formato doc)

TESINA MATURITA' RELATIVISMO

Introduzione.

"L'uomo piglia a materia anche se stesso, e si costruisce, sissignori, come una casa. Voi credete di conoscervi se non vi costruite in qualche modo? E ch'io possa conoscervi se non vi costruisco a modo mio? E voi me, se non mi costruite a modo vostro? Possiamo conoscere soltanto quello a cui riusciamo a dar forma. Ma che conoscenza può essere? È forse questa forma la cosa stessa? Sì, tanto per me, quanto per voi; ma non così per me come per voi: tanto vero che io non mi riconosco nella forma che mi date voi, né voi in quella che vi do io; e la stessa cosa non è uguale per tutti e anche per ciascuno di noi può di continuo cangiare, e difatti cangia di continuo. Eppure, non c'è altra realtà fuori di questa, se non cioè nella forma momentanea che riusciamo a dare a noi stessi, agli altri, alle cose.
La realtà che ho io per voi è nella forma che voi mi date; ma è realtà per voi e non per me; la realtà che voi avete per me è nella forma che io vi do; ma è realtà per me e non per voi; e per me stesso io non ho altra realtà se non nella forma che riesco a darmi. E come? Ma costruendomi, appunto.
"
["Uno, nessuno e centomila", Luigi Pirandello]

Tesina maturità sul Relativismo e il dualismo

TESINA SUL RELATIVISMO LICEO CLASSICO

La citazione, tratta dall'opera "Uno, nessuno e centomila" di Luigi Pirandello, definisce in modo efficace il relativismo che ha cominciato a espandersi in modo diffuso soprattutto nell'epoca della modernità, in seguito alle scoperte di Copernico, che hanno fatto crollare le certezze e i punti di riferimento del precedente sistema tolemaico. Lo stesso Pirandello ne "Il fu Mattia Pascal" scrive: "Copernico [...] ha rovinato l'umanità, irrimediabilmente. Ormai noi tutti ci siamo a poco a poco adattati alla nuova concezione dell'infinita nostra piccolezza, a considerarci anzi men che niente nell'Universo... Storie di vermucci ormai, le nostre." Ma il relativismo non è certamente nato in quest'epoca, era già presente nell'antica Grecia, all'interno della scuola sofistica, esplicitandosi soprattutto nelle teorie di Protagora e Gorgia. Nella filosofia moderna è poi riapparso in pensatori come Giordano Bruno e, dalla seconda metà dell'ottocento nel filosofo positivista Herbert Spencer e nello scienziato e filosofo Jules Henri Poincarè, per poi approdare nel pensiero del maggiore filosofo irrazionalista, Friedrich Nietzsche. Dalla filosofia si è poi diffuso nella letteratura, ed è stato così adottato come punto cardine da Italo Svevo e, soprattutto, da Luigi Pirandello. Nel Novecento la sua divulgazione è stata sicuramente influenzata dalle grandi teorie scientifiche di questo secolo, cioè la teoria della relatività di Einstein e il principio di indeterminazione di Heisenberg, dalla rivoluzione psicanalitica operata da Sigmund Freud, e infine dalle nuove concezioni del tempo di Henri Bergson e Marcel Proust.

La relatività della conoscenza: tesina di maturità

TESINA SUL RELATIVISMO CONOSCITIVO

3) Le origini del relativismo nella scuola sofistica
Con i sofisti venne attuata una vera e propria "rivoluzione filosofica", spostando l'asse della speculazione dalla natura all'uomo. Invece che cercare il principio (l'archè) dell'universo, i sofisti concentrarono la loro riflessione sulla politica, le leggi, la religione, la lingua, l'educazione ecc., divenendo così i filosofi dell'uomo e della città. Tale cambiamento della filosofia era dovuto in parte alla sfiducia nella ricerca naturalistica, che aveva condotto a tesi opposte e contraddittorie, senza giungere a una visione organica delle cose, e in parte al mutato contesto storico-politico di Atene, appena uscita vittoriosa dalla guerra contro i persiani. Inoltre la crisi dell'aristocrazia, l'avvento della democrazia e la maggiore potenza della borghesia cittadina comportò l'affermarsi di nuovi parametri di giudizio e un'accresciuta consapevolezza, da parte dell'uomo greco, delle sue prerogative.

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