Tesina maturità grafologia

Appunto inviato da margheritamalanchi
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Percorso pluridisciplinare sulla grafologia partendo dalla firma. Si trattano inoltre i temi della crittografia e del cifrario di Cesare (21 pagine formato doc)

TESINA MATURITA' GRAFOLOGIA

Grafologia: i segreti della scrittura
tesina Liceo Socio Psico Pedagogico “Il Pontormo”
Introduzione.

Il tema trattato nella mia tesina è la grafologia, ovvero lo studio dell’individuo attraverso la propria scrittura.
Innanzitutto, è essenziale specificare come il suddetto tema si sia sviluppato durante il corso degli anni, dalla sua origine fino ad oggi. Con il tempo la grafologia ha acquisito sempre più importanza, fino a divenire una delle espressioni più indicative della personalità, assumendo la stessa importanza dello studio della voce, del portamento e della gesticolazione della persona.
Nonostante abbia acquisito notevole importanza, la grafologia viene tuttavia soffocata dal ruolo centrale assunto oggi dalla tecnologia.
L’utilizzo di social networks, emails e messaggi multimediali, sta sostituendo la classica scrittura.
Ho scelto di trattare questo tema poiché fin da piccola mi ha sempre affascinata. Molte osservazioni riguardo il mio modo di scrivere, grande e aperto, mi hanno reso noto che ciò fosse caratteristica di una personalità estroversa e solare. Così, tra i banchi di scuola, ho sempre prestato attenzione alle grafie dei miei compagni, cercando di dedurre di quale modo di essere fossero simbolo. Crescendo, ho capito che la grafia è unica e irripetibile. Per tale motivo, ho così deciso di dedicarmi in modo più approfondito al suo studio.
“L’uomo che scrive disegna inconsapevolmente la sua natura interiore.” Max Pulver

La nascita della scrittura: riassunto

 

CHE COS'E' LA GRAFOLOGIA

La Grafologia, dal greco grafè (scrittura) e lògos (studio), studia l'uomo attraverso la sua scrittura, decodificando i tratti della sua personalità, della sua affettività e mettendone in luce le caratteristiche comportamentali e relazionali. Lo studio consiste nel porre in stretta relazione l’espressione grafica individuale con l’identità del soggetto scrivente e nell’attribuire specifici significati ai segni che vengono tracciati sulla carta. L’azione stessa dello scrivere è infatti una diretta conseguenza di meccanismi in gran parte inconsci, ed è frutto di un’interazione tra sistema nervoso centrale e apparato muscolare. Ciò rende la scrittura uno dei comportamenti umani più complessi e significativi. Possiamo quindi affermare che in natura non esistano due grafie identiche, così come, la personalità di ciascun essere umano è unica ed irripetibile. La scrittura è quindi lo specchio di chi scrive. Superate le fasi dell'apprendimento, essa diventa un processo automatico (grafismo), risultato delle risposte motorie ai neuroni. Tali risposte comportamentali non possono essere che uniche, come esclusive sono le esperienze emozionali degli individui. Da queste premesse deriva la possibilità d’interpretazione della scrittura per la descrizione della personalità umana. E’ compito del grafologo rilevare i singoli segni per ricavarne un significato che rappresenti la sintesi delle indicazioni di ciascun segno e di tutti i segni assieme nella loro armonia. Il grafologo deve fornire il contributo della propria esperienza professionale per lo sviluppo di progetti utili a migliorare la qualità della professione ed adoperarsi per alimentare la ricerca in campo grafologico. Quest’ultimo analizza la personalità dello scrivente e ne rileva attitudini e potenzialità. Egli lavora su documenti manoscritti originali e conduce il lavoro di analisi per soddisfare una richiesta di tipo professionale

Evoluzione della scrittura, riassunto



STORIA DELLA GRAFOLOGIA

L’interesse per lo studio della scrittura ha origini antichissime. Già in Cina, diversi secoli prima della nascita di Cristo, si ipotizzava un legame diretto tra grafia e temperamento, cioè un legame tra scrittura e personalità, carattere. In Occidente, nel IV sec. a.C., fu Aristotele ad essere attratto, per primo, dall'espressività del segno grafico, "rivelazione dell’anima e del discorso". Egli affermava che “così come nel parlare gli uomini hanno voci diverse, anche nello scrivere non sono tutti uguali”. In epoca romana, un’importante testimonianza ci viene dallo storico e biografo Svetonio, autore dei "Vite dei dodici Cesari". Analizzando la grafia dell’Imperatore Ottaviano Augusto, di lui così scrive: “Non separa le parole, né le spezza per riportarle a capo. Questa è la scrittura di un uomo la cui mente è governata dal cuore”. Durante il Medioevo, lo studio della personalità effettuato attraverso la scrittura, non fu un’arte riservata esclusivamente a maghi e alchimisti. Anche i monaci, al chiuso dei loro chiostri, praticavano tale disciplina.
Tuttavia bisogna attendere il XVII secolo perché venga alla luce il primo testo che tratti esaustivamente l’argomento. Il suo autore fu Camillo Baldi (1547-1634), docente di Logica e Metafisica all’Università di Bologna e autore, nel 1622, di un trattato dal titolo “Come da una lettera missiva si conoscano la natura e la qualità dello scrittore.”da questo periodo in poi, iniziano sempre più a svilupparsi teorie sul legame tra grafia e personalità. In questo periodo iniziano a nascere veri e propri testi sullo studio della grafia provenienti da ogni parte del mondo. Con lo scorrere dei secoli, possiamo affermare che dalla seconda metà dell’ottocento, assistiamo alla nascita delle varie correnti grafologiche nei vari paesi d’Europa. Si può quindi sin da ora parlare di singole “Scuole” di grafologia e tra le più significative, quella francese, la tedesca, la svizzera, l’inglese e quella che più ci riguarda da vicino, l’italiana, col suo esponente più significativo: l’abate Girolamo Moretti.