La spesa pubblica: tesina di scienze delle finanze
La spesa pubblica: tesina sulla storia, effetti economici e sociali e dimensioni della spesa pubblica, spiegazione della teoria di Keynes, moltiplicatore, accelleratore e diversi tipi di spese (5 pagine formato doc)
LA SPESA PUBBLICA: TESINA DI SCIENZE DELLE FINANZE
La spesa pubblica.
A partire dalla fine degli anni venti, con la grande crisi, gli studi di Keynes hanno portato lo Stato ad assumersi il compito di assicurare lo sviluppo, la stabilità e l’equilibrio del sistema economico di indirizzare a tal fine le attività dei privati. Questo ruolo attivo dell’ente statale porta cosi una finanza funzionale.
Spesa pubblica e imprese: tesina
EFFETTI ECONOMICI E SOCIALI DELLA SPESA PUBBLICA
Effetti della spesa pubblica e le varie teorie. Il sistema economico nazionale è in equilibrio quando l’offerta globale è uguale alla domanda globale.
L’incremento della spesa pubblica comporta uno spostamento di risorse dal settore pubblico a quello privato modificando la propensione al consumo, la formazione del risparmio, gli incentivi nell’investimento e alterando la distribuzione della ricchezza incidendo sul reddito nazionale. Ma bisogna determinare se l’aumento delle dimensioni della spesa pubblica favorisca o rallenti la produzione del reddito.
I classici sostengono invece che il mercato da solo con il proprio andamento della domanda e dell’offerta (dal quale deriva il prezzo) avrebbe garantito una situazione di equilibrio ottimale: ciò implica che il ruolo dello Stato nell’economia doveva essere assolutamente ridotto.
La spesa pubblica: definizione e classificazione
SPESA PUBBLICA COS'E'
Keynes di fronte ad una recessione economica, l’incremento della spesa pubblica riequilibra il reddito nazionale. Di conseguenza la domanda di beni di consumi deve essere assorbita sul mercato; la parte di reddito non consumata, cioè il risparmio, deve essere investita e trasformata in domanda per incrementare le attività produttive. Se ciò non accade, il risparmio esce dal circuito della produzione impedendo la crescita delle attività economiche.
Teoria di kenyesiana. Keynes dimostrò con la sua teoria che il mercato economico se lasciato agire liberamente crea dei forti squilibri tra domanda e offerta (caduta della borsa del ’29). L’economista sostiene che lo stato deve svolgere un ruolo attivo nell’economia poiché deve effettuare un azione coordinata e programmata. In tale scenario infatti la finanza pubblica viene ad assumere un ruolo decisivo: le manovre dell’erogazione della spesa e del prelievo fiscale consentono di incentivare o scoraggiare l’attività dei privati, a seconda degli obiettivi che si volevano raggiungere.