Le bevande analcoliche e alcoliche: tesina

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Classificazione delle bevande analcoliche ed alcoliche: tesina di scienze dell'alimentazione (13 pagine formato doc)

LE BEVANDE ANALCOLICHE E ALCOLICHE: TESINA

Le bevande: tesina di scienze dell'alimentazione.

Bevande. Le bevande (liquidi accessori e complementari) sono un gruppo a parte dei 7 gruppi fondamentali. Si suddividono in 2 principali categorie:
o    bevande alcoliche: comprendenti principalmente vino, birra e bevande con contenuto in alcool etilico;
o    bevande non alcoliche: a loro volta distinguibili in acqua (potabile, minerale, da tavola), bevande nervine (caffè, tè, camomilla, ecc) e bevande analcoliche (bibite, succhi, sciroppi).
Le bevande analcoliche, oltre all'acqua minerale, sono quelle che non contengono alcol, anche se è ammesso l'1% perché è possibile la fermentazione della frutta nel periodo di tempo che intercorre tra la raccolta e la lavorazione.

Vendute con il nome di uno o più frutti a succo: aranciate, limonate ecc..  Contenuto minimo di succo 12%, contengono CO2, eventuali coloranti, saccarosio, acido citrico, aromi.

Alcool: ricerca


CLASSIFICAZIONE DELLE BEVANDE ALCOLICHE

Vendute con il nome di un frutto non a succo: chinotto, cedrata ecc...  Si preparano aggiungendo all’acqua i relativi estratti di china e di cedro contengono CO2, eventuali coloranti, saccarosio, aromi.
Vendute con il nome di fantasia: il gruppo delle cole, le acque toniche, 7-up, sprite, ginger. Gassose: chinotto, cedrata ecc..  Si preparano aggiungendo all’acqua gassata saccarosio, acido citrico o tartarico ed essenza di limone, senza coloranti.
Aperitivi: composizione varia
Aggiunta di CO2
Aggiunta di saccarosio
I coloranti possono essere usati in tutte le bevande tranne che nelle gassose.
Gli Aromi variano secondo il prodotto e nella loro formulazione si nasconde generalmente il segreto della bevanda.

Alcol e giovani: tema svolto


TUTTE LE BEVANDE

Succhi di frutta. I succhi di frutta sono una tipologia ben definita di prodotto, regolamentata da un apposito D.P.R. del 1982 a da successivi Decreti Ministeriali (1992 e 1996). Occorre che il consumatore conosca precisamente il significato dei termini riportati sulle confezioni, in quanto designano classi di prodotti molto diversi. Perché un prodotto si possa definire con i termini "succo di frutta" deve essere costituto da frutta al 100%, e può prevedere opzionalmente l'aggiunta di zucchero.
Il nettare di frutta è un prodotto non fermentato ma fermentescibile, ottenuto mediante l’aggiunta d’acqua e di zucchero al succo di frutta concentrato, alla purea di frutta concentrata o a una miscela di questi prodotti.  generalmente presenti al 50% )
Nel caso di succhi concentrati o disidratati, parte dell'acqua contenuta nel succo è eliminata. Nel caso si aggiunga lo zucchero, la legge prevede che sia esplicitamente indicato con la menzione "zuccherato" accanto alla denominazione. La massima quantità di zucchero aggiunto consentita dalla legislazione è di 100 g per litro (200 g nei succhi di lampone, ribes e limone). Succo di frutta concentrato: Si ottiene dal succo di frutta attraverso l’eliminazione di acqua: per il consumo diretto la concentrazione deve essere almeno del 50%.
Il Succo di frutta disidratato è un prodotto in polvere ottenuto con la disidratazione.
Succhi di frutta e i nettari di frutta non devono contenere additivi coloranti, ai sensi del D.P.R. 18.05.1982 n. 489.
Il termine "spremuta" si applica solo agli agrumi e indica il succo di agrumi, anche in questo caso con o senza zuccheri aggiunti.