I ghiacciai

Appunto inviato da broc93
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Presentazione in PowerPoint riguardante i ghiacciai, lo scioglimento dei ghiacci artici e le relative conseguenze, con riferimento alle ultime rilevazioni NASA (10 pagine formato pps)

Un ghiacciaio è una grande massa di ghiaccio delle regioni montane e polari, formata dalle nevi sotto l'azione del gelo.


I ghiacciai occupano circa l' 11% delle terre emerse. Possiedono una certa plasticità, che permette loro di scorrere e di superare contropendenze.
L'entità dei movimenti del ghiacciaio dipende da diversi fattori: pendenza del fondo, rugosità, presenza di ostacoli, clima, stagione.
Sulla Terra son presenti due aree coperte quasi interamente da calotte glaciali: l'Artide e il continente Antartico.
Queste calotte glaciali vengono chiamate Inlandsis e raggiungono anche i 2000 m di spessore.

La zona di ablazione è la parte del ghiacciaio che si trova sotto il limite delle nevi persistenti. Prevale la fusione del ghiaccio.

I crepacci sono le fratture che compaiono nel ghiacciaio.
Si formano perché la massa di ghiaccio non si muove tutta alla stessa velocità.

Lo scioglimento delle calotte polari
8 agosto 2006. Gli scienziati NASA hanno confermato che il riscaldamento del clima sta facendo diminuire la quantità di acqua presente nelle più grandi riserve mondiali di nevi perenni: Groenlandia e Antartide.
Recenti studi hanno mostrato un aumento della perdita di ghiaccio in questi luoghi. Questa nuova ricerca è stata la prima a quantificare la perdita e l'accumulo di ghiaccio in questi luoghi negli ultimi dieci anni. C'è stata, come mostrano i risultati della ricerca pubblicata sul Journal of Glaciology, una netta perdita dai due banchi di ghiaccio nel periodo che va dal 1992 al 2002 e un corrispondente aumento del livello del mare.
La ricerca documenta l'assottigliamento delle distese di ghiaccio dell'Antartide Occidentale e un aumento delle nevicate all'interno della Groenlandia, tanto quanto l'assottigliamento ai bordi.
Tutti segni del riscaldamento globale previsto dai modelli computerizzati. Lo studio si è servito delle mappe satellitari dei banchi di ghiaccio, ha utilizzato inoltre le immagini aeree scattate da NASA e altri enti sui confini della Groenlandia, per stabilire con che rapidità sta avvenendo l'assottigliamento.