Teorie evoluzionistiche di Darwin e Lamarck

Appunto inviato da 781samu
/5

Tesina di scienze sulle teorie dell'evoluzione degli esseri viventi di Lamarck e Darwin (2 pagine formato docx)

TEORIE EVOLUZIONISTICHE DI DARWIN E LAMARCK

Tesina terza media: Teorie evoluzionistiche (Lamarck e Darwin)
Prima dell’800, valenti studiosi come Linneo e Couvier avevano negato la possibilità del cambiamento delle specie viventi.

Essi sostenevano le teorie del fissismo e del creazionismo per le quali “le specie viventi oggi sono tali come erano all’inizio” e che l’estinzione di specie animali e vegetali sarebbe provocata da catastrofi naturali.
Il primo a sostenere con convinzione idee evoluzionistiche fu il naturalista francese J.B. de Lamarck (1744-1829), che fondò la sua teoria su tre idee guida.
1.    La grande varietà dei viventi ha avuto origine da poche specie primitive che si sono modificate e diversificate sotto la spinta dei mutamenti ambientali, cioè per la necessità di adattarsi ai diversi ambienti.
2.    L’uso e non uso degli organi, con cui animali e vegetali rispondono alle modificazioni ambientali potenziando l’uso degli organi particolarmente utili per la sopravvivenza e riducendo o abbandonando l’uso di altri.
Queste modificazioni fisiche rappresentano l’adattamento degli individui alle condizioni ambientali. La giraffa,sforzandosi di raggiungere le fronde più alte degli alberi, ha sviluppato il suo collo e allungato le zampe anteriori. Le anatre hanno sviluppato zampe palmate  più adatte al nuoto;le talpe, vivendo nel buio sotterraneo, sono diventate completamente cieche.
3.    L’eredità dei caratteri acquisiti.

Le principali teorie evolutive: tesina di biologia


TEORIA DI LAMARCK E DARWIN A CONFRONTO

Per Lamarck una specie si modifica nel tempo perché anche i caratteri acquisiti, cioè sviluppati dall’individuo durante la propria esistenza, vengono trasmessi alla discendenza. Una giraffa che si è sforzata di raggiungere le fronde più alte ha sviluppato il carattere nuovo “collo più lungo”. Essa trasmette tale carattere acquisito ai suoi discendenti; questi a loro volta potranno ,con lo sforzo, accrescere la lunghezza del collo e i loro discendenti avranno il collo ancora più lungo. Così, di generazione ,il collo delle giraffe si è allungato fino a raggiungere le dimensioni attuali.

Teorie evolutive prima di Darwin: riassunto


TEORIE EVOLUZIONISTICHE DARWIN

Fu il naturalista inglese Charles Darwin (1809-1882) che rivoluzionò le idee della maggior parte dei naturalisti del tempo pubblicando nel 1859 un libro dal titolo: L’origine delle specie attraverso la selezione naturale, frutto di studi e riflessioni sulle osservazioni e i materiali raccolti nel suo avventuroso viaggio in sud America a bordo del brigantino Beagle. Darwin fonda la sua teorie su alcuni presupposti.
1.    La variabilità: tra individui della stessa specie esistono differenze ereditarie. Queste possono essere più o meno vantaggiose per l’individuo. È evidente che quelli che presentano caratteri più favorevoli possono riprodursi e trasmettere tali caratteri alla discendenza. Le variazioni favorevoli si accumulano di generazione in generazione e gli individui diventano sempre più adatti all’ambiente.

Teorie evolutive di Lamarck e Darwin a confronto


DARWIN E LAMARCK: TEORIA DELL'EVOLUZIONE

2.    Il potenziale riproduttivo: gli individui di ogni specie vivente, se non ci fossero ostacoli dovuti all’ambiente in cui vivono, aumenterebbero rapidamente di numero e non ci sarebbe cibo sufficiente per tutti. Per esempio una sola coppia di mosche, se tutte le uova si schiudessero e i nuovi individui si riproducessero con lo stesso ritmo e senza ostacoli , genererebbe in pochi mesi migliaia di miliardi di mosche e da una sola coppia di elefanti ,animali notoriamente poco prolifici, secondo Darwin, in 500 anni discenderebbero ben 15 milioni di individui. Il potenziale riproduttivo ,seppur diverso da specie a specie, è per Darwin il motore dell’evoluzione.