Calvinismo e giansenismo: riassunto

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Parte del libro di Del Grosso, Sociologia dei processi culturali: riassunto sul calvinismo e sul giansenismo (8 pagine formato doc)

CALVINISMO E GIANSENISMO

L’uso sociale delle idee e il ruolo della volgarizzazione.

Un esempio: calvinismo e giansenismo. La tesi fondamentale di Weber sui rapporti tra etica protestante e spirito del capitalismo è, come vedremo più dettagliatamente nella Seconda parte, che il successo nella vita economica può essere considerato come un segno della benevolenza di Dio e, quindi come una prova indiretta della salvezza: il calvinismo viene studiato nella versione “ammorbidita” fornita da predicatori vissuti almeno cent’anni dopo Calvino e adottata da gruppi borghesi capitalistici emergenti. Il giansenismo , dal punto di vista della concezione della salvezza, è identico al calvinismo: la salvezza dipende interamente dalla grazia che viene concessa da Dio secondo criteri non comprensibili e tanto meno influenzabili dall’uomo.
Inoltre, nemmeno l’esistenza di Dio è accertabile e deve essere accettata solo per fede. Per un matematico come Pascal, tutto si esprimerà in un calcolo probabilistico, la famosa scommessa: bisogna credere in Dio perché conviene: “Poiché bisogna scegliere [tra credere o meno all’esistenza di Dio], pesiamo il guadagno e la perdita: se crediamo che Dio c’è guadagniamo tutto, se perdiamo, non perdiamo niente… Ci conviene dunque scommettere sulla sua esistenza senza esitare.”   Questa severa dottrina ansiogena venne però adottata da due gruppi sociali in via di emarginazione, per non dire di eliminazione dalla struttura sociale francese del Seicento. Non vi fu alcuna mediazione di predicazione “popolare” dell’ideologia religiosa. Questi gruppi erano, come meglio vedremo più avanti, costituiti da alcune figure della grande aristocrazia esautorate dal sorgere della monarchia assoluta e i gruppi dei funzionari o noblesse de robe , spossessati del loro ruolo, a loro volta, dai burocrati che la stessa monarchia assoluta metteva al loro posto.

Giansenismo: significato e riassunto

GIANSENISMO PASCAL

Lucien Goldmann non sostenne che ricondurre l'interpretazione del pensiero di Pascal e di Racine al giansenismo significasse attribuire importanza causale all'ideologia religiosa . Anzi, malgrado le differenze teologico-ideologiche tra la dottrina calvinista della predestinazione e quella giansenista siano poco evidenti (almeno all'occhio del profano), le due ideologie influirono sul comportamento dei gruppi in maniera opposta perché il calvinismo era caratterizzato dalla ascesa sociale dei gruppi che lo professavano, mentre i giansenisti predicavano il rifiuto della vita intramondana proprio perché subivano un processo di emarginazione dal potere.
In questo modo, mediato dagli interessi concreti dei gruppi che la adottano, l'ideologia religiosa è anche espressione degli interessi e della visione del mondo di una classe sociale.

GIANSENISMO RIASSUNTO

Il giansenismo rappresenta dunque una categoria di mediazione tra gli interessi della noblesse de robe e le opere culturali che esprimono una visione tragica del mondo: "né l'opera né l'individuo sono totalità sufficientemente autonome per servire da quadro ad un lavoro scientifico e interpretativo dei fatti intellettuali e letterari, ci resta da scoprire se il gruppo, visto soprattutto in base alla prospettiva della sua strutturazione in classi sociali, non possa costituire una realtà che ci permetta di superare le difficoltà" . In qualsiasi opera coesistono elementi disparati e persino contraddittori e si presenta la necessità di uno strumento obbiettivo che permetta di separare l'accidentale dall'essenziale: tale strumento è, secondo Goldmann, la visione del mondo, intesa non come un dato empirico immediato ma come "del principale aspetto concreto... della coscienza collettiva."