La città metafisica di De Chirico

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Introduzione sulla nascita della pittura metafisica, descrizione della città metafisica di Giorgio de Chirico, influenza di Nietzsche e confronto con Dino Campana (10 pagine formato docx)

LA CITTA' METAFISICA DI DE CHIRICO

La Città metafisica di Giorgio de Chirico.

Introduzione sull’arte metafisica di De Chirico - La genesi della pittura metafisica è individuabile nel quadro di Giorgio de Chirico (1888-1978) L'enigma di un pomeriggio d'autunno del 1909-1910, citato dal pittore stesso in un suo manoscritto parigino del 1912.
“.., dirò ora come ho avuto la rivelazione di un quadro che ho esposto quest'anno al Salon d'Automne e che ha per titolo: L'enigma di un pomeriggio d'autunno. Durante un chiaro pomeriggio d'autunno ero seduto su una panca in mezzo a Piazza Santa Croce a Firenze.
Non era certo la prima volta che vedevo questa piazza. Ero appena uscito da una lunga e dolorosa malattia intestinale e mi trovavo in uno stato di sensibilità quasi morbosa. La natura intera, fino al marmo degli edifici e delle fontane, mi sembrava convalescente. In mezzo alla piazza si leva una statua che rappresenta Dante avvolto in un lungo mantello, che stringe la sua opera contro il suo corpo e inclina verso terra la testa pensosa coronata d'alloro. La statua è in marmo bianco, ma il tempo gli ha dato una tinta grigia, molto piacevole a vedersi. Il sole autunnale, tiepido e senza amore illuminava la statua e la facciata del tempio. Ebbi allora la strana impressione di vedere tutte quelle cose per la prima volta. E la composizione del quadro apparve al mio spirito; ed ogni volta che guardo questo quadro rivivo quel momento. Momento che tuttavia è un enigma per me, perché è inesplicabile. Perciò mi piace chiamare enigma anche l'opera che ne deriva.”

Metafisica nell'arte: definizione e artisti

PITTURA METAFISICA CARATTERISTICHE PRINCIPALI

Enigma di un pomeriggio d’autunno (1910). Il termine metafisica venne usato in relazione alla pittura di De Chirico per la prima volta dal critico poeta Apollinaire, che in un suo articolo parla di “dipinti enigmatici e stranamente metafisici”. Nella sua critica, Apollinaire mette in evidenza i caratteri fondamentali della pitturametafisica”: la povertà tecnica, funzionale allo scopo espressivo da raggiungere, e la consapevolezza del suo lavoro, privo di ogni forma di ingenuità e casualità, ma sempre nutrito di profonde riflessioni. La pittura metafisica è essenzialmente concettuale e introspettiva, volta alla ricerca di verità non in un mondo ideale ma in quello terrestre e materiale, che coincide con il non senso e l’enigma, cioè con l’assenza di verità stessa.
Due sono i concetti fondamentali dell’arte metafisica: la malinconia e l’enigma. La malinconia è vista da De Chirico come quello stato fondamentale della conoscenza, attraverso cui ogni uomo che si pone davanti al mistero della vita, del senso e del fine ultimo di ogni nostra sofferenza e speranza, illusione e sconforto, deve passare. Sono proprio queste meditazioni che hanno portato Nietzsche e Schopenhauer alla malinconia, e de Chirico confesserà più tardi: “Schopenhauer e Nietzsche per primi mi insegnarono il non-senso della vita, e come questo potesse essere trasmutato in arte”. In questa riflessione sul senso dell’essere l’artista coglie in un attimo la rivelazione di questo senso, che però resta un enigma e può essere rappresentato solo in quanto tale.

DE CHIRICO METAFISICA

Città di de Chirico. La città è un motivo ricorrente nell’opera pittorica di de Chirico, dagli anni giovanili sino alla vecchiaia, con una breve parentesi che coincide con l’epoca del ritorno all’ordine.