Disagio interiore dell'artista e del letterato. Dal mondo classico a quello moderno

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Tesina di maturità per il liceo classico sul male di vivere. Il disagio interiore dell'artista e del letterato: dal mondo classico a quello moderno (14 pagine formato doc)

DISAGIO INTERIORE DELL'ARTISTA E DEL LETTERATO.
DAL MONDO CLASSICO AL MONDO LATINO

«Il disagio interiore dell'artista e del letterato, dal mondo classico a quello moderno». La malattia dell'anima o «male di vivere»
INDICE DEGLI ARGOMENTI TRATTATI:
(La tesina si articola in un percorso di collegamenti logici tra le varie discipline)
- INTRODUZIONE: (Cos'è il «male di vivere», come e quando si è manifestato nel corso del tempo.)
- ARTE: «Il Grido», Edvard Munch (Cenni tecnico-compositivi; lettura iconologica)
- FILOSOFIA: Arthur Schopenhauer (Concezione del dolore, il pessimismo, la noia, la nolutas)
- LETTERATURA: Mini-percorso sul tema «Il disagio interiore del letterato»; come si presenta in Giacomo Leopardi («A Silvia», «Dialogo della Natura e di un Islandese»), nel Decadentismo («Spleen» Charles Baudelaire, «Digitale Purpurea» Giovanni Pascoli,) ed infine nell'Ermetismo («Spesso il male di vivere ho incontrato» Eugenio Montale)
- STORIA: Il primo dopoguerra
- GRECO: Leonida, Agatia e l'Epigramma dall'Ellenismo alla prima età bizantina (con cenni al contesto storico/sociale)
- LATINO: Seneca, il letterato ed il suo posto nell'età Giulio-Claudia (con particolare riferimento alle Lettere a Lucilio)

L'arte e la malattia mentale: tesina maturità

TESINA SUL MALE DI VIVERE LICEO CLASSICO - INTRODUZIONE -

Cosa si intende con il termine male di vivere? In quali contesti e come si può parlare di disagio del letterato, di malattia dell'anima? E che cosa può accomunare lo stato d'animo di poeti ed artisti vissuti nel terzo secolo prima di Cristo con la letteratura dell'800 e del '900?
Apparentemente niente. Ma qualcosa c'è, c'è sempre stato, e fa parte della condizione stessa di artista, un presentimento oscuro ed angusto, che si ripresenta ogni volta che i contorni del mondo intorno iniziano a sfumare, la terra si sfalda sotto i piedi… è il crollo delle certezze.

È l'allontanarsi dalla realtà, l'estraniarsi da una società in transizione, forzato o spontaneo, ma pur sempre un trauma. Baudelaire lo chiamava Spleen, e proponeva la consolazione di una vita dissoluta, di visioni derivanti da Paradisi Artificiali, Seneca predicava un otium contemplativo alla ricerca di quella verità, quella sicurezza che doveva pur esserci, celata dentro noi stessi, nell'intimità dell'animo… un animo malato.

Tesina sul male di vivere per liceo classico

CRISI ESISTENZIALE DELL'UOMO MODERNO

Questo è il male di vivere: la poetica della precarietà, la letteratura della crisi, che nasce da sconvolgimenti sociali, dall'impossibilità di seguire la corsa sfrenata del progresso, dalla perdita del proprio ruolo di artista nella comunità; quando la società cambia, quando le regole vengono sconvolte, siano quelle della polis greca che scompare inglobata nel panorama cosmopolita ellenistico, sia il crollo delle certezze scientifiche e razionaliste del Positivismo, qualcosa nell'equilibrio tra società e pensiero artistico o filosofico si spezza, e le certezze si dissolvono nel pessimismo acuto, nella malinconia, nella sregolatezza, nell'ozio contemplativo, in una concezione del dolore sentito talmente disperatamente vicino da farsi universale.
«Il sonno della ragione genera mostri» affermava Goya… e mentre la parte razionale dell'animo dell'artista dorme sconfitta dagli sconvolgimenti nascono le poetiche anomale, dell'orrido, del macabro, dell'insolito, del perverso, o anche solo la triste ed intima rassegnazione di un metaforico fanciullino che parli sottovoce dentro la mente sopita.
Il male di vivere, la malinconia, il pessimismo; la parte più intima e irrazionale dell'arte e della letteratura di ogni tempo. I Fiori del Male germogliano sul terreno del disagio, del disorientamento; ed è un seme che dura e rifiorisce ormai da migliaia di anni, evolvendosi in tante varietà diverse, ma in fondo restando sempre lo stesso.