Metafisica nell'arte: definizione e artisti

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Descrizione della pittura metafisica (nascita e poetica) e degli artisti che ne fecero parte con spiegazione di alcune opere. Giorgio De Chirico, Andrea De Chirico, Carlo Carrà, Filippo De Pisis, Giorgio Morandi e Mario Sironi (9 pagine formato doc)

METAFISICA ARTE: DEFINIZIONE E ARTISTI

Metafisica: La nascita di una vera e propria scuola metafisica italiana risale al 1916, quando, per motivi bellici, si ritrovarono a Ferrara Giorgio e Andrea De Chirico (meglio noto sotto lo pseudonimo di Alberto Savinio), il poeta Filippo De Pisis e l’ex futurista Carlo Carrà.


I quattro si incontrarono e attratti da una reciproca conoscenza di idee, diedero vita ad uno scambio di riflessioni che si tradusse in una intensa attività teorica su riviste e manifesti.

Nel 1917 si aggiungeranno Giorgio Morandi, che a Bologna, visse una breve ma significativa esperienza metafisica, e Sironi, entrambi provenienti da esperienze futuriste.
La rivista “valori plastici “ si incaricherà della diffusione di questa tendenza.
La metafisica era nata alcuni anni prima, tra il 1910 e il 1911, per opera dello stesso De Chirico che scelse anche il termine Metafisica: al di là della fisica, cioè l’intenzione di leggere la natura profonda e nascosta del mondo.

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PITTURA METAFISICA OPERA D'ARTE

Poetica: L’arte è pura metafisica, non ha legami con la realtà naturale o storica che sia, neppure per trascenderla. Non ha fini conoscitivi, né pratici, non ha funzione.. La sua presenza è ambigua, inquietante, contraddittoria. È un elemento di disturbo, che disambienta ed estranea. L’arte si pone come un’altra realtà, metafisica e metastorica, in contraddizione con la civiltà moderna.
La metafisica presenta sin dall’inizio caratteristiche opposte a quelle del futurismo; alla bellezza della velocità e del rumore, all’ottimismo del progresso tecnico-scientifico dell’industria e della macchina sostituisce una pittura fatta di silenzio e di attesa, in cui tutto pare avvolto in una strana atmosfera di ambigua immobilità.
La pittura metafisica è un fatto nuovo, anti-rivoluzionario, contrario alle avanguardie che volevano inserirsi nel processo di trasformazione della realtà.
La Metafisica è anti-avanguardia con la funzione di una severa critica sui risultati dell’avanguardia.

Per  gli artisti della Metafisica, la pittura non è uno strumento di imitazione e conoscenza del reale: essendo dotata di un linguaggio completamente autonomo, essa costruisce il proprio mondo in uno spazio irreale e senza tempo.
Nelle pitture di questi artisti le cose e le forme più banali suggeriscono alla coscienza rivelazioni inaspettate, il cui significato trascende la realtà, è metafisico.
Essi rappresentano oggetti e figure concreti, perfettamente riconoscibili, prelevandoli dal loro abituale contesto e ricomponendoli con un effetto di straniamento.
Piazze deserte, contornate da edifici e portici bui e profondi che proiettano ombre scure e minacciose, fanno da scenario a situazioni improbabili in cui la presenza umana è quasi inesistente, sostituita da manichini, attori senza voce, senza occhi, senza volto.
Una luce ferma e priva di vibrazione illumina prospettive false e incredibilmente allungate.
Numerosi sono i soggetti interni, in cui automi e manichini sono protagonisti insieme ad oggetti quotidiani o a solidi geometrici, la cui forma, grazie alla luce acquista una salda definizione plastica.

PITTURA METAFISICA ARTISTI

Artisti:
1)    Giorgio De Chirico 1888-1979
2)    Alberto Savinio (Andrea De Chirico) 1891-1952
3)    Carlo Carrà 1881-1966
4)    Filippo De Pisis 1896-1956
5)    Giorgio Morandi 1890-1964
6)    Mario Sironi 1885-1961

GIORGIO DE CHIRICO

Giorgio De Chirico 1888-1979. Nacque a Volos, in Grecia, da una agiata famiglia italiana. Sia De Chirico che il fratello manifestarono fin da piccoli un precoce talento artistico, incoraggiati e sostenuti dalla madre, raffinata gentil donna di origini genovesi.
Si iscrisse al politecnico per studiare disegno e pittura.
Nel 1905 a causa della morte del padre si trasferì con la famiglia a Monaco. Lasciando la Grecia portò con se il ricordo dei monumenti e dei miti.
A monaco si iscrisse all’accademia di belle arti.
Viene a contatto con i testi filosofici di Nietzsche e Schopenhauer.
Il suo maestro in pittura fu Böcklin, che combinava il fascino della cultura mediterranea con elementi fantastici e visionari.
Nel 1909 è di nuovo in Italia, a Milano.