Giudizio Universale di Michelangelo: descrizione e significato dell'opera

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Analisi di una delle opere artistiche più famose del mondo, il Giudizio Universale di Michelangelo: descrizione e significato (5 pagine formato pdf)

GIUDIZIO UNIVERSALE DI MICHELANGELO: DESCRIZIONE E SIGNIFICATO DELL'OPERA

Lettura di un'opera d'arte pittorica.
Michelangelo, Il Giudizio Universale, 1536-1541, affresco, Palazzi Vaticani, Cappella Sistina, Roma.
DATI PRELIMINARI
Autore: Michelangelo
Titolo: Il Giudizio Universale
Data: 1536 – 1541
Collocazione: Palazzi Vaticani, Cappella Sistina, Roma
Dati tecnici e restauri: affresco nella parete di fondo dietro l’altare della cappella Sistina.

Per dare maggiore visibilità alla parete, fu applicato uno strato mi mattoni con un maggiore spessore in alto e minore in basso; serviva anche per evitare il deposito della polvere.
Nel 1541 Michelangelo termina l’opera, ma il Papa non accetta con facilità il fatto che nell’affresco ci siano molti nudi; i cardinali suggerirono di distruggerlo.

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GIUDIZIO UNIVERSALE DI MICHELANGELO: PERSONAGGI

Nel gennaio del 1561 il Concilio di Trento pose fine alle discussioni sull’opera e gli fece apportare modifiche; fu chiamato l’allievo di Michelangelo, Daniele da Volterra, a dipingere le “braghe”, ma le sue furono solo le prime perché morì circa due anni dopo.

Tutte le “braghe” sono dipinte a tempera sopra il precedente affresco senza intaccare il lavoro precedente di Michelangelo, ma un’eccezione la fanno San Biagio e Santa Caterina; questi due personaggi sono stati ridipinti nuovamente. (fig. 1) Santa Caterina era completamente nuda e fu rivestita con un abito verde mantenendo la testa, le braccia e la ruota del martirio; San Biagio, che era accovacciato alle sue spalle ed era ritenuta una posizione indecente, rivolge ora il corpo verso il Cristo Giudice e non è quindi piegato su Santa Caterina. Anche papa Clemente VIII ebbe la tentazione di far distruggere l’affresco, ma lo convinsero a non farlo.

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GIUDIZIO UNIVERSALE: SIGNIFICATO

Negli anni successivi furono fatti degli interventi di restauro poco significativi. Tra 1990-1994 è stato fatto un restauro perché i fumi delle candele e le colle per dare lucidità all’affresco, crearono un velo sul dipinto. L’intervento ha permesso di recuperare la nitidezza dei colori, il vigore delle forme e la definizione di molti particolari.