Melanconia negli autori antichi

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La melanconia in filosofia e in psicologia con riferimenti a Ippocrate, Aristotele, Areteo e Galeno (15 pagine formato doc)

MELANCONIA FILOSOFIA

La melanconia in alcuni autori antichi.

Ippocrate, Aristotele, Areteo e Galeno. Il termine “melanconia” deriva dall’unione di due termini greci quali melanos (nero) e cholé (bile), è una grave tristezza d’animo che una volta si credeva derivasse da questo umore appunto dalla “bile nera” .
Il collegamento stretto che sussiste tra stato d’animo, cioè stato psichico e condizione fisica, non deve stupire, in quanto presso gli antichi questa concezione umorale dello stato patologico è largamente diffusa ed accettata.

Aristotele, riassunto breve

ARISTOTELE MELANCONIA

La bile nera o “atrabile”, così come la definirà Aristotele, in realtà è soltanto uno degli umori presenti nel corpo, ve ne sono diversi, la cui definizione e teoria si deve al medico Ippocrate di Cos (460 a.C. - 370 a.C.) il quale istituisce una connessione ben definita tra la conoscenza del corpo umano e la natura, un nesso tra macrocosmo e microcosmo come conferma anche lo stesso Platone in un passo del Fedro: “E ora in rapporto alla natura, esamina che cosa mai dicono Ippocrate e la ragione veritiera.

Non è forse questo il procedimento che si deve seguire nell’indagine sulla natura di qualsiasi oggetto? Innanzitutto si deve considerare se ciò in cui vorremo essere esperti noi stessi e in grado di rendere tale un altro sia semplice o multiforme; poi, se è semplice, si deve esaminare quale potenza ha per sua natura nell'agire e su che cosa la esercita, o quale potenza ha nel subire e da che cosa la subisce, se invece ha più forme bisogna enumerarle e vedere per ciascuna di esse ciò che si vede per un'unità, cioè in virtù di che cosa è portata per sua natura ad agire e su che cosa, o in virtù di che cosa a subire, che cosa e da che cosa.” (Phaedr. 270 C-D).

MELANCONIA PSICOLOGIA

Occorre spiegare inizialmente quali sono tali umori e successivamente di quale teoria facciano parte; la salute nel corpo, secondo Ippocrate è data dall’equilibrio delle parti che lo compongono le quali, a loro volta, sono composte da organi e dagli umori che vi circolano all’interno. Gli umori, come ad esempio la bile nera, sono dei fluidi che all’interno dell’organismo hanno una loro specifica funzione e sono collegati ad uno specifico organo.
Possiamo identificare quattro tipi diversi di umori di cui Ippocrate parla: il “flegma” , la “bile gialla”, il “sangue”  e la “bile nera” . Ciascuno di essi è legato a una specifica condizione o “temperamento” del corpo, in pratica, il flegma al freddo e umido, la bile gialla al caldo e secco, il sangue al caldo e umido e la bile nera al freddo e secco.
Come si accennava sopra la salute c’è fintantoché c’è equilibrio, quindi si dice “sano”, un organismo nel quale regni l’armonia quindi la giusta mescolanza tra organi e umori (krasis). Se tale equilibrio si rompe o viene a mancare, magari a causa di un eccesso di umore o una sua corruzione, allora si dice che tale corpo è “malato”, c’è cioè disordine o assenza di armonia tra organi e umori (diskrasia).