Storia dell'illuminazione elettrica

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Tesina sulla storia dell'illuminazione elettrica dalla seconda rivoluzione industriale ad oggi, dalla candela all'invenzione della lampadina elettrica di Thomas Edison (2 pagine formato pdf)

STORIA DELL'ILLUMINAZIONE ELETTRICA

Illuminazione elettrica dalla seconda industrializzazione. Si può collocare la seconda rivoluzione industriale nella seconda metà del 1800.

Questa
rivoluzione, affiancata dal movimento positivista Francese con a capo August Comte e le sue “Scienze Positive”, ha portato grandi miglioramenti nella tecnica ed è riuscita a cambiare la vita di molte persone portandole al benessere fisico, economico e sociale. L’elettricità è la figlia di questa rivoluzione, e per questo cambiarono radicalmente i metodi di produzione industriale, diventando, come è noto, la fonte di energia più utilizzata del mondo in tutti gli ambiti, dalle industrie alla massaia. Inizialmente fu utilizzata per alimentare i potenti motori di laminatoi, telai e fresatrici ma poi, nel 1879, fu introdotta sul mercato una delle più grandi rivoluzioni di tutti i tempi, ovvero la lampadina elettrica, ideata dallo statunitense Thomas Edison.

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LUCE ELETTRICA STORIA

L’elettricità, dunque, non venne solamente impiegata per il miglioramento degli stati lavorativi nelle fabbriche ma fu anche una preziosa sostituta delle lanterne ad olio presenti nelle città nelle ore notturne.
In Italia l'illuminazione elettrica di Piazza del Duomo a Milano nella mezzanotte del 18 marzo 1877 fu un evento riportato in prima pagina da varie testate giornalistiche. Considerato un prodigio, ben presto questa scoperta influenzerà non solo la vita pratica e produttiva, dall'illuminazione dei teatri ai tram elettrici, ma anche le arti, con la nascita di movimenti come il Futurismo.
Questo momento fu epocale a dir poco.
Un poeta russo, Vladimir Majakovskij, esprimendo il senso di meraviglia verso questa nuova tecnologia, pur non senza qualche timore, scrisse: «Candele e lampade in disputa chiassosa hanno coperto i sussurri delle albe.

Le morbide lune non hanno più potere sopra di noi, le luci dei lampioni sono più eleganti, più aspre» Il passato, fatto da fiochi lumi a gas, stava per lasciare il posto a un futuro che si immaginava luminoso, in ogni possibile accezione. Questo, al nascere del secolo, pareva una prodigiosa utopia, oggi è una realtà scontata, quasi banale: i pali della luce sono parte integrante del paesaggio, premere un interruttore per accendere la luce è un gesto automatico.

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ILLUMINAZIONE PUBBLICA

L'elettricità è data per scontata, eppure se si cominciasse ad escludere dalla propria vita gli apparecchi che richiedono l'impiego di energia elettrica, come ad esempio le lampadine, i computer, la lavatrice, i tram e l'illuminazione pubblica il mondo diventerebbe una sorta di incubo ad occhi aperti. Si tornerebbe qualche secolo indietro. Fu il medico e fisico inglese William Gilbert, attorno al 1600, ad iniziare gli studi sul magnetismo, osservando come l'ambra fosse in grado di attirare corpuscoli se sfregata con un panno: da qui il vocabolo «elettricità», da Ηλεχτρον, il nome greco dell'ambra, rendendo così omaggio alla civiltà che per prima aveva osservato e registrato un fenomeno elettrico in natura. In seguito l'Italia giocò un ruolo fondamentale nelle scoperte in questo campo: Alessandro Volta, completando le scoperte che lo scienziato Luigi Galvani aveva compiuto attraverso la vivisezione delle rane, dimostrò che l'elettricità poteva nascere dal contatto tra due metalli diversi, portando così alla luce la prima pila elettrica nel 1800.

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ILLUMINAZIONE DELLE CITTA' STORIA

In seguito il fisico Antonio Pacinotti, perfezionando il lavoro dell'inglese Michael Faraday, scopritore del fenomeno dell'induzione elettromagnetica, fondamentale per la realizzazione dei generatori, costruì il prototipo della dinamo, un generatore a corrente continua. Grazie a questa invenzione seguì l'illuminazione a giorno della piazza del Duomo a Milano. Sei anni dopo, nel 1883, il senatore Giuseppe Colombo, che allora era ministro delle Finanze e fondatore del Politecnico di Milano, sponsorizzò il primo impianto termoelettrico in Europa: questo aveva una potenza di 400 kW ed
assicurava l'illuminazione delle principali vie del capoluogo lombardo. L'anno prima lo statunitense Thomas Edison creò la prima centrale per la produzione di elettricità, il contatore e la lampada elettrica con filamento a carbone. Poi nel 1886 a Tivoli, nel Lazio, fu costruito il primo impianto idroelettrico che permetteva l'illuminazione a luce elettrica della città e, successivamente, della stessa capitale dopo un potenziamento attuato nel 1892.