Roma, i bagni, le terme

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L'idea delle terme per i Romani. Il funzionamento delle terme. Visita alle Terme di Caracalla. (4 pagine formato doc)

Osservazione per il consiglio di classe Roma, i bagni e le terme I bagni e le terme I Romani avevano copiato dai Greci l'idea di avere una stanza da bagno nella loro casa di città o nella loro villa di campagna, ma era un lusso permesso soltanto ai ricchi, che tutte le mattine si lavavano le braccia e le gambe, mentre soltanto una volta a settimana, nel giorno di mercato, lavavano anche il resto del corpo.
La stanza da bagno si chiamava latrina ed era posizionata non distante dalla cucina, in modo da portarvi facilmente l'acqua calda. Per la gente comune, la pulizia e l'igiene erano una storia diversa e molto più scomoda. Durante il II secolo a.C.
si diffusero ovunque i bagni pubblici (balneae), ovviamente distinti per uomini e donne. Vi erano diversi tipi di stabilimenti: bagni privati (si trattava di case normali che avevano destinato alcune stanze da bagno ad una clientela ristretta che voleva evitare la folla); bagni pubblici gestiti da un privato; terme pubbliche di grandi dimensioni, spesso donate dai più ricchi, quasi sempre a scopo propagandistico, che permetteva anche ai più poveri di bagnarsi con comodità e a poco prezzo. L'edificio delle terme pubbliche era spesso un dono fatto alla comunità da ricchi privati o da imperatori, per farsi propaganda. La gestione era affidata al conductor, che faceva pagare una piccola tassa d'ingresso. Vecchi e bambini entravano gratuitamente. Negli edifici più grandi si poteva arrivare a 3000 presenze quotidiane. A volte accadeva che qualche ricco cittadino, sempre a scopo propagandistico, offrisse al conductor l'equivalente delle entrate annue ricavate dai biglietti: il bagno, allora, diventava gratuito per tutti. Le terme aprivano in genere a mezzogiorno, ma l'ora di accensione dei forni, l'entrata e l'uscita del pubblico, erano regolate diversamente secondo i tempi e i luoghi, e una campanella dava il segno dell'apertura e della chiusura (nei bagni di provincia le terme a volte rimanevano aperte anche qualche ora della notte, specialmente dove i locali erano insufficienti rispetto alle esigenze della popolazione). Nelle terme in cui mancava lo scompartimento per i bagni femminili, le donne venivano escluse (delle tre terme di Pompei quelle centrali sono per soli uomini) , o erano ammesse in ore diverse da quelle degli uomini. Alle terme si andava non solo per fare il bagno, ma anche per tenersi in forma, passeggiare, chiacchierare, discutere di affari e ammirare le opere d'arte che vi erano esposte; non mancavano naturalmente le tavole calde per le consumazioni. “Mens sana in corpore sano” sostenevano gli antichi romani. Le terme romane, in genere, erano composte da un grande recinto rettangolare formato da ambienti collegati e disposti simmetricamente rispetto un asse centrale: al centro c'erano gli edifici delle terme vere e proprie, dove gli acquedotti immettevano immense quantità d'acqua che riempivano le vasche, attorno c'erano giardini, portici, biblioteche… Il funzionamento