Nascita e sviluppo del motore a scoppio: tesina

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Analisi storico-scientifica dell'invenzione del motore a scoppio di Barsanti e Matteucci. Tesina sulla nascita e sviluppo del motore a scoppio (9 pagine formato doc)

NASCITA E SVILUPPO DEL MOTORE A SCOPPIO: TESINA

La nascita e lo sviluppo del motoreBarsanti e Matteucci”.

L'invenzione del motore a scoppio ha cambiato radicalmente il mondo, ha accorciato le distanze, ha alleviato le fatiche ed ha cambiato i rapporti tra l'uomo e la natura, ha influenzato profondamente nel bene e nel male la civiltà contemporanea ed ha impegnato l'umanità a cercare futuri modelli di sviluppo razionali e compatibili.
Fra il 1852 ed il 1864 in un periodo tanto breve quanto denso di sconvolgimenti politici, tra la fine del granducato di Toscana e la proclamazione di Firenze capitale del Regno d’Italia, nacquero e si svilupparono a Firenze, fervente centro di ricerca tecnologica e meccanica del tempo, i primi prototipi funzionanti di motore a combustione interna della storia.

Tesina sulla rivoluzione industriale e il motore a scoppio


INVENZIONE MOTORE A SCOPPIO SECONDA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

Come esigenza comune di tutte le società più evolute industrialmente, il motore a scoppio ha avuto diversi padri, i francesi Etienne Lenoir e Beau de Rochas, i tedeschi Otto e Langen, e più tardi Rudolf Diesel e Gottlieb Daimler, l'inglese Clerk, lo statunitense Brayton.
Ma la storia ci insegna che il primo passo dell'avvincente storia del motore a scoppio, i primi studi, le prime realizzazioni, i primi brevetti, in definitiva i primi motori a scoppio comparsi effettivamente sulla scena della civiltà umana, sono dovuti al genio ed alla perseveranza di due scienziati ed inventori italiani, precisamente toscani, il padre scolopio Eugenio Barsanti di Pietrasanta e l'ingegnere Felice Matteucci di Lucca.

Il motore a scoppio: ricerca


L'INVENTORE DEL MOTORE A SCOPPIO: NICOLO' BARSANTI

Nicolò Barsanti e la “pistola di Volta”.

Nacque a Pietrasanta il 12 ottobre 1821 da una famiglia di agiati commercianti; era un bambino di indole buona ed amichevole. Fin dalla tenera età di sei anni il giovane Niccolò varcò le soglie del convento di S. Agostino a Pietrasanta per seguire l’insegnamento dei padri Scolopi dove si rivelò, fino all’età di diciassette anni quando concluse gli studi, particolarmente incline alle materie di stampo scientifico, in particolare aveva un enorme interesse nelle scienze esatte, quali la matematica e la fisica. Invece di frequentare un corso universitario, Niccolò si presentò al direttore dell’istituto religioso e manifestò la volontà di diventare uno Scolopio. Nel 1838 compì il Noviziato e cambiò il suo nome in Eugenio dell’Addolorata e continuò gli studi presso l’Osservatorio Ximeniano in Firenze. Nel settembre 1841 venne trasferito nel collegio di Volterra per insegnare fisica e matematica. Nei tempi successivi si rivelò fondamentale l’utilizzo di uno strumento, la “pistola di Volta”, dalla quale probabilmente è partita l’idea del Barsanti. La descriviamo brevemente: l’apparecchio è costituito da un’impugnatura in legno collegata con un cilindro cavo di metallo, chiuso da un tappo di sughero. Dal cilindro sporgono due elettrodi differenti per forma e dimensione: uno è solidale con il cilindro, l’altro, isolato dal cilindro, è inserito all’interno.

Nascita e invenzione del motore a scoppio: riassunto


MOTORE A SCOPPIO: FUNZIONAMENTO

Collegando gli elettrodi, si crea tra loro una differenza di potenziale che fa scoccare una scintilla all’interno di una miscela esplosiva contenuta nel cilindro cavo. La combustione dell’idrogeno insieme alla formazione di vapore acqueo provoca l’espulsione del tappo.
Questa apparecchiatura, benché rudimentale e di semplice realizzazione, fece balenare nella mente del Barsanti l’idea di utilizzare l’esplosione di un miscuglio gassoso come generatore di una forza impulsiva da utilizzare in una macchina a moto continuo che risultasse più pratica della macchina a vapore. Successivamente, nonostante gli innumerevoli impegni religiosi e di insegnamento, Padre Barsanti si dedicò allo studio e alla realizzazione dei primi motori a combustione interna di cui parleremo più avanti. Morirà nel 1864 a Seirang, in Belgio.