Il lavoro nella storia: tesina maturità

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Breve tesina di maturità sul lavoro nella storia: l'evoluzione del lavoro dall'antichità ad oggi (2 pagine formato doc)

IL LAVORO NELLA STORIA: TESINA MATURITA'

1) Cos'è il lavoro? E perché si lavora?
Il lavoro è un'attività volontaria, che implica sforzi mentali e fisici, atta a fornire un servizio che consente il sostentamento, attraverso una retribuzione, del lavoratore e della famiglia.
Il lavoro può essere considerato lo strumento per la realizzazione dell’uomo, ma anche semplice mezzo per guadagnarsi da vivere: si lavora per diventare autonomi, per mantenere la propria famiglia, per un futuro migliore e per darlo anche ai figli.

Però allo stesso tempo si lavora per un soddisfacimento personale e sociale e per sfuggire alla noia.

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L'EVOLUZIONE DEL LAVORO NEL TEMPO

2) Il lavoro nella storia:
Nell’antichità il lavoro era una netta distinzione fra chi aveva un lavoro di tipo manuale (schiavi) e chi aveva un lavoro di tipo intellettuale.

Questa distinzione rimase finché la borghesia prese in mano il mercato del lavoro facendo accettare anche il lavoro manuale.
Successivamente questa staticità sociale fu scardinata dall’avvento della rivoluzione industriale, avvenuta a cavallo tra la fine del 1700 e l’inizio del 1800. Una delle molteplici conseguenze di questa rivoluzione fu una distinzione ancora più netta del lavoro grazie all’invenzione, da parte di Ford, della catena di montaggio: la produzione diventò possibile solo se il lavoro era semplice, poco retribuito e parcellizzato, ma ciò provocava una disuguaglianza sociale tra capitalisti, coloro che possedevano i mezzi di produzione e i compiti intellettivi, e gli operai, che possedevano solo la “forza lavoro”. Il primo filosofo che criticò questo sistema fu Karl Marx, sostenendo che la divisione del lavoro portava ad una spersonalizzazione del lavoro stesso, cioè non riconoscersi più in quello che si fa ed essere dipendenti da qualcun altro. Questa situazione venne sintetizzata da Marx con il concetto di alienazione che può presentarsi in varie forme: rispetto al prodotto, cioè che il lavoratore produce oggetti che non appartengono a lui; rispetto all’attività, quando il capitalista compra la forza lavoro del lavoratore e quindi diventa di sua proprietà; rispetto all’essenza, quando il lavoratore vendendo la propria capacità lavorativa vende anche una parte della sua libertà; e rispetto ai suoi simili, cioè che il lavoratore è escluso dai rapporti sociali e si identifica nel capitalista.

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IL LAVORO NEL TEMPO

Un esempio che parla di queste condizioni di lavoro è “Rosso Malpelo” di Verga, il quale narra la vicenda di questo ragazzo, Malpelo, costretto a lavorare in una cava di carbone dove precedentemente lavorava il padre prima di morire travolto da della terra durante un lavoro notturno. In seguito conobbe un ragazzo di nome Ranocchio, che si ammalò ma continuò a lavorare finché un giorno Rosso non lo vide più venire alla cava e sentì raccontare dagli altri minatori che era morto. Un altro evento che viene narrato riguarda il vecchio asino grigio, sempre bastonato dal ragazzo per fargli smettere di soffrire , il quale dopo essere morto fu portato lontano dalla cava e abbandonato come cibo per cani.